Nelson Mandela: la storia fatta uomo

Nelson Mandela: la storia fatta uomo

In punta di penna
2013-12-18 16:28:18

La morte di un gigante del XIX secolo ci ha dato lo spunto per riguardare Invictus, un film che insegna come lo sport, qualche volta, può anche unire un intero popolo e come il dialogo sia sempre da preferire allo scontro e alla vendetta. Con un gesto semplice, Mandela riuscì a porre fine a decenni di odio e apartheid

Nelson Mandela è morto nel dicembre scorso all’età di
novantasei anni. Durante la sua lunga vita ha costruito un’idea di mondo che
non si è tenuto per sé, ma che ha condiviso generando sentieri di convivenza e
pace i cui frutti sono oggi sotto gli occhi di tutti.

Alla nascita gli fu messo il nome Rolihlahla – colui che
provoca guai – mentre il nome Madiba deriva dalla sua appartenenza al clan
paterno. Quando aveva ventidue anni (siamo nel 1941) fuggì da un matrimonio
combinato ripiegan-do su Johannesburg, dove diven-ne studente di legge. Nel
1942 si unì all’African National Congress (Anc) e in seguito fondò uno studio
per dare assistenza gratuita ai neri. Le sue battaglie per i diritti lo
portarono all’arresto nel 1956 con l’accusa di tradimento. Proprio dal carcere,
dove rimase fino al 1990, elaborò i piani per porre fine all’Apartheid.

Durante la sua carcerazione lesse molti documenti, libri,
poesie. Una in particolare lo sostenne: Invictus (1875) del poeta britannico
Henley. Il testo recita: “Non importa quanto sia stretta la porta, quanto piena
di castighi, io sono il padrone del mio destino, io sono il capitano della mia
anima”.

 

Un popolo schiacciato

Ai tempi, come noto, in Sudafrica vigeva il regime
dell’Apartheid. Il termine, che deriva dalla lingua afrikaans e significa
separazione, sintetizza l’insieme delle politiche rimaste in vigore fino al
1993 e che sancivano la differenza di diritti fra popolazione bianca e nera.
Definita una politica di “buon vicinato”, si manifestava sia attraverso la
separazione di fatto delle zone abitate sia con l’istituzione di territori dove
i neri vivevano una sorta di deportazione.

Tra le varie inique norme ricordiamo: proibizione dei matrimoni
interrazziali, divieto per persone di colore diverso di utilizzare le stesse
strutture pubbliche (fontane, sale d’attesa, marciapiedi), una serie di
provvedimenti tesi a rendere più difficile per i neri l’accesso all’istruzione
e possibilità, per la popolazione nera, di frequentare i quartieri della gente
“bianca” solo con speciali passaporti.

 

Invictus al cinema

Proprio la poesia di Henley tanto cara a Mandela ha prestato
il titolo a uno dei più celebri film sulla vita di questo straordinario personaggio.
Lo abbiamo rivisto in comunità, per ricordare la sua scomparsa.

Il film racconta la storia di una doppia vittoria – sportiva
e politica – che ha cambiato il volto del Sudafrica. Grazie a una intuizione di
Nelson Mandela, già eletto presidente della nascente repubblica, i simboli, le
appartenenze e i costumi che caratterizzavano la parte bianca e che trovavano
sintesi nella nazionale di rugby non furono eliminati con un colpo di spugna.
Contrariamente a ogni previsione, la scelta di mantenere in vita la squadra,
chiamata Springboks, che era l’emblema della divisione fra bianchi e neri,
permetterà di unire bianchi e neri sotto la stessa bandiera.

La nazionale di rugby diventa nel film e nella realtà un
esempio di sport che unisce. Il film, parlando della vittoria della nazionale
sudafricana ai mondiali del 1995, lancia un messaggio di vittoria nei confronti
delle derive di odio e razzismo che ancora la attraversavano.

Mandela ci insegna che la lotta per il bene non si ferma
neppure davanti a ostacoli che sembrano fatti apposta per farci capire quanto
possiamo definirci veri uomini e vere donne nella costante ricerca di un futuro
migliore.

 

African National Congress – Anc

 

Partito politico sudafricano, principale forza del
nazionalismo nero in Sudafrica. Fu fondato nel 1912, ispirandosi alla
non-violenza ghandiana, per promuovere i diritti politici dei neri al di là
delle divisioni etniche. Capofila nella lotta antirazzista fu dichiarato
fuorilegge nel 1960 e passò alla lotta armata. Nel 1963 il suo leader, Nelson
Mandela, e altri militanti furono condannati all’ergastolo. La loro liberazione
nel 1990 segnò l’apertura dei negoziati fra Anc, tornato alla legalità, e
governo bianco per l’instaurazione di un sistema democratico. Nel 1994 il
partito vinse le prime elezioni a suffragio universale.

(fonte: dizionario di storia Treccani, 2010)