La Cannabis non è droga leggera

La Cannabis non è droga leggera

L’opinione di Don Chino
2014-01-09 20:39:54

Alcune considerazioni che possono servire a quei politici che fanno indebite distinzioni tra droghe leggere e droghe pesanti. Le cannabis di leggero non hanno proprio niente. Lo skunk delle cannabis è micidiale

Alcune considerazioni che possono servire a quei politici
che fanno indebite distinzioni tra droghe leggere e droghe pesanti. Le cannabis
di leggero non hanno proprio niente. Lo skunk delle cannabis è micidiale. Negli
ultimi anni si è passati dal 4 al 25 per cento di Thc: lo spinello più forte,
chiamato skunk, può provocare da solo un’overdose, anche senza l’aggiunta di
altre sostanze. Uno solo può causare una crisi psicotica. L’età in cui si
comincia ad assumere cannabis si abbassa sempre più. Attenti quindi alla vita
che finisce in fumo. I  politici  hanno l’obbligo di informarsi sui danni al
sistema nervoso centrale.   Viviamo in un
Paese schizofrenico e superficiale, dove si piangono le morti del sabato sera
ma non ci s’interessa mai veramente di cosa le provochi e perché. “Dietro alle
morti – osserva lo psicanalista Claudio Risé – c’è un intero popolo che viene
tenuto da politici e media all’oscuro dei pericoli che l’uso di questa sostanza
porta con sé. Nessun giornale italiano ha avuto il coraggio di comportarsi come
il quotidiano britannico The Independent, che è uscito in copertina con il
titolo: “Cannabis – scusateci, ci siamo sbagliati”. L’articolo rivedeva le
posizioni che, un decennio prima, lo avevano spinto a una campagna per la
liberalizzazione delle cannabis. Un cambiamento dovuto al fatto che, come ha
spiegato Colin Blakemore, responsabile del Medical Research Council, “Il legame
tra cannabis e psicosi adesso è chiaro, mentre non lo era dieci anni fa”.  Tanti disordini sono creati da ragazzi sotto
l’effetto delle cannabis.  Non sembra
però che venga in mente ai politici che questi comportamenti prepotenti si
moltiplicano nelle scuole, discoteche, strade dove lo spaccio e l’utilizzo di
cannabis sono la regola. Certo, è tutta la società italiana in affanno.
Famiglie scollate, scoppiate, padri assenti, madri in carriera, legislazioni
schizofreniche, nessuna certezza lavorativa. Ma alla base resta un elemento
culturale diffuso, quello di una generazione di quarantenni e cinquantenni  politici che confonde il proprio passato con
il presente dei giovani, che è rimasta indietro quanto a conoscenze e che ha
fatto di un generico permissivismo e ribellismo la sua filosofia di vita. Di
fronte a qualsiasi droga occorre essere veri. Rendere chiaro a tutti, senza
confusione e pressapochismo, che qualsiasi droga fa male. La legalizzazione
delle cannabis rappresenta un ulteriore spinta al consumo. È falso ripetere che
la strategia dell’informazione dei danni non darà risultati, anche perché, fino
adesso, è prevalsa la tesi del permissivismo ed è stata diffusa l’idea che gli
“spinelli” non fanno male; anzi qualcuno ha pure sostenuto la tesi, senza un
fondamento scientifico, che le “canne” rilassano, fanno star bene. Evviva!
Educhiamo, per favore, i nostri giovani al bene della salute e, finiamola una
volta per tutte di far passare un’informazione falsa e di presentarsi come
politici liberali, democratici perché si permette ai giovani di “fumarsi la
testa”. Dopo più di trent’anni tra i dipendenti, mi sia lecito umilmente di
suggerire ai politici che la virtù della prudenza, in questo campo, è
indispensabile.                                                                                                                                                                   
    

 ll Dipartimento Politiche
antidroga nazionale nel 2011 ha pubblicato il volume “Cannabis e danni alla
salute”. Il testo riporta alcuni dati scientifici sui danni provocati da questa
sostanza.  “Le evidenze hanno dimostrato
che la pericolosità varia e aumenta anche in base alle caratteristiche
individuali del soggetto, alle concentrazioni di principio attivo contenuto,
alla frequenza d’uso e al periodo di assunzione, nonché alla contemporanea
assunzione di altre sostanze stupefacenti e alcol. A oggi esistono prove
scientifiche che questa sostanza non può più essere considerata “leggera” anche
per il ruolo di “gateway” che ha dimostrato avere, spesso in associazione con
l’alcol, nell’agevolare l’accesso precoce e la progressione verso sostanze
quali cocaina ed eroina” (Giovanni Serpelloni).                                                                                                                

L’esperto continua rilevando che non solo la cannabis apre la strada ad
altre sostanze, ma interferisce pure sul sistema nervoso centrale, alterandone
le sue importanti funzioni.