Conta il Papà nella vita del figlio?

Conta il Papà nella vita del figlio?

L’opinione di Don Chino
2014-03-19 18:41:43

Siamo passati dal papà severo che dettava regole con un solo sguardo, al papà tenero ed amante delle coccole. Un papà che non riesce a dire di “no” ai figli e li accontenta in tutto.
Siamo passati dal papà severo che dettava regole con un solo sguardo, al
papà tenero ed amante delle coccole. Un papà che non riesce a dire di “no” ai
figli e li accontenta in tutto. Una figura carina, sveglia, pronta a
presenziare agli eventi familiari: compleanni, Prime Comunioni e Cresime ed
abilissima a salvare le apparenze.

Un padre tutto preso dal lavoro, dalla carriera e in una profonda crisi
d’identità. Una crisi che dimostra con la fuga dalle proprie responsabilità che
generosamente lascia alla madre. Nella divisione dei compiti domestici è fermo
alla tradizione: compie qualche timido tentativo di aiuto in casa, solo se la
sua compagna glielo richiede.

Gli psicologi che si occupano della famiglia, sostengono che siamo ancora
lontani da un’immagine di nuovo papà autorevole, affettivo e disponibile ad
accompagnare i figli verso la maturità. Insomma, il papà moderno assomiglia
molto al giocatore in panchina, pronto a dare il cambio alla mamma solo in caso
di necessità. 

  

Il papà di ieri e di oggi
A
differenza del passato però la nuova immagine paterna si distingue in quanto
cerca d’essere simpatica ai figli e rendersi maggiormente disponibile. 

Mi
scrive Mauro, un papà di trentadue anni con un bambino di due: “ Quel poco
tempo che ho disponibile lo dedico al bambino. Arrivo a casa, il tempo di
lavarmi e poi gioco con lui qualche minuto. Mia moglie non s’accontenta mai, mi
chiede di aiutarla nelle faccende domestiche e mi obbliga a stare in casa con
il bimbo quando esce con le sue amiche. 
Pretende un po’ troppo e confonde i ruoli”.

Le
affermazioni di Mauro stanno a dire che il papà è in grado di riservare al  piccolo le briciole del suo tempo, il resto
spetta alla donna per vocazione o tradizione.

Il
classico rapporto Censis, ha fornito nel 2010, percentuali preoccupanti sul
modesto contributo dei papà nella gestione della casa e dei figli: solo il 16%
si occupa dei problemi scolastici e sanitari, si sente responsabile con la
moglie della crescita e dell’educazione dei figli.

   
Identikit del padre moderno

 

 

Provo a sintetizzare l’’identikit del padre
moderno.  Si tratta spesso di un uomo che
passa la sua giornata fuori dalla famiglia e ritiene i figli  “qualcosa d’importante” cui dedicare un po’
di tempo, e assicurare il necessario o meglio il superfluo.  Appare quindi una persona tutta indaffarata
nel fare, nel comperare ed orgogliosa dei beni che possiede. Nel rapporto con i
figli, cerca di liberarsi da quelle caratteristiche che appartenevano al
proprio padre e, nell’affannosa ricerca di una nuova identità, tenta di
assomigliare alla propria madre. Parla dei suoi figli come se fossero degli
estranei che incontra, ma che non conosce affatto. Interviene sulla loro condotta in estremis
quando qualcosa di grave è successo o sta per succedere. Da una ricerca
condotta dal Dipartimento di psicologia dinamica dell’Università degli Studi di
Milano, esce un uomo che rifiuta le caratteristiche di un padre serio,
autorevole, inflessibile, responsabile e affettivo. 

S’impone
un padre assente, accomodante, disponibile, comprensivo, materno. Siamo quindi
di fronte ad una famiglia in cui i figli tendono ad assumere solo il codice
materno, per sua natura dipendente e protettivo.

  

Le conseguenze

  

Le
conseguenze sono facili da intuire. I figli non escono più da casa, stanno con
i genitori anche dopo i trenta, quarant’anni. Qualcuno li ha definiti gli
eterni figli: alloggiati, nutriti e finanziati dai generosi genitori.

La
figura paterna sfocata e assente in famiglia, può portare gravi scompensi
psichici nei figli. Ecco alcuni: la mancanza di virilità che spesso è la causa
di soggetti fragili, indecisi nelle scelte e incapaci di reggere nelle
difficoltà; l’anoressia e la bulimia tanto diffuse; la mancanza di stimoli
verso il futuro e la realizzazione del proprio sé. 

Il
padre è importante nella crescita dei figli, non può quindi rinunciare al suo
ruolo o identificarsi con la figura materna, quasi per competere ed attirare a
sé i figli.

Il
padre deve possedere il suo fascino, la propria immagine da proporre, immagine
che compensa e completa quella materna. Non intendo assolutamente proporre il
“padre e padrone” di ieri, ma neppure voglio sostenere il “mammo” d’oggi.
Desidero solamente rilevare che la figura paterna nella famiglia va rivista e
riproposta con quei tratti che gli sono propri.

  

Il papà che piace

  

Mi
piace un papà riflessivo che elabora dentro di sé le scelte che compie e dà
alle sue parole senso e valore. Come del resto, mi entusiasma un papà che
dialoga con i figli e gli suggerisce idee, ideali da raggiungere con l’impegno
e la coerenza.

Non
occorre che si presenti ai figli, autoritario e intransigente, per incutere
timore e dettare norme e principi. Basta che sia  una persona capace di raccontare la propria
storia passata e presente, mettere in evidenza le doti e limiti, chiedere ai
propri figli sempre di più. Un papà quindi che rappresenta per i figli il
mondo, gli avvenimenti che li aspettano, la speranza di farcela a portare a
termine le loro piccole scelte.

 Per un figlio ci vogliono le braccia materne
che lo tengono vicino al cuore perché senta i palpiti dell’affetto e le braccia
paterne che lo spingono verso il futuro che si avvicina, giorno dopo giorno,
con le sue ombre e luci.

E’
bello crescere e conservare nella memoria l’immagine del papà, sentire nei
momenti difficili la sua voce che c’incoraggia a non lasciarci cadere le
braccia. In una società in cui la mamma domina e regna, la riabilitazione del
papà, è un atto dovuto.         

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