TU SEI ANCHE COME PARLI

TU SEI ANCHE COME PARLI

Pensaci Su…
2016-01-22 06:46:29

Quel parlare a vanvera. Ci siamo accorti che, il più delle volte, le nostre parole sono sempre le stesse che ripetiamo all’infinito, quasi fossero un’eco che ci riecheggia in noi ?.
Quel parlare a vanvera. Ci
siamo  accorti  che, il più delle volte, le nostre parole
sono sempre le stesse che ripetiamo all’infinito, quasi fossero un’eco che ci
riecheggia in noi ?.Sono parole vuote che scorrano da sole, parole che mancano
di personalizzazione. La parola dovrebbe contenere l’impronta della nostra
mente che la qualifica, non può essere una emissione di voce, un chiacchierare
a vanvera. La parola è un seme fecondo che viene depositato nel solco umano
dell’altro. Persino durante la Messa, si dice: “Signore, dì una sola parola e
l’anima mia sarà salvata”, a ricordare la capacità rinnovatrice contenuta nel
linguaggio. Le parole contengono un potenziale prezioso che, usato bene, può
rinnovare noi stessi e i rapporti con gli altri.

  


I danni di chi non comunica.  Una cattiva comunicazione rende difficili le
relazioni, le comunicazioni.  Un modo di
parlare artefatto e costruito, ci può procurare incomprensione, antipatie,
solitudine. Esistono persone che fanno di ogni discorso un monologo, hanno
bisogno di spiegare alla perfezione, ogni passaggio, ogni sfumatura. La troppa
razionalità schiaccia la comunicazione che diventa pesante come un macigno. Ci
sono persone convinte che per comunicare bene, conti essere manierati piuttosto
che spontanei. Ma quando le emozioni (sopratutto quelle istintuali) non possono
emergere, escono per altre vie. Si accusano pertanto stipsi, malattie cutanee,
coliti. Anche una comunicazione carente, con una voce quasi sussurrata, senza
alcun entusiasmo, può favorire  la
depressione..

  


Per essere autentici nella
comunicazione
. Spesso mi fermo ai giardini pubblici per
osservare i bambini che riescono a farsi intendere dagli adulti anche se il
loro linguaggio è incompleto. Basta un gesto un suono, ed ecco che magicamente
gli adulti indovinano i loro desideri. Ma allora, come mai quando cresciamo e
acquistiamo strumenti sempre più sofisticati, comunicare diventa sempre più
problematico?. Forse, dobbiamo tornare indietro, recuperare un modo di
comunicare meno sofisticato e più spontaneo. A volte pensiamo che più ci
esprimiamo in modo enigmatico, più ci sentiamo qualcuno. Niente di più
sbagliato. Non serve un vocabolario particolare: tanto più parliamo in modo
semplice e comprensibile a tutti, quanto più riusciamo a toccare le corde
giuste, quelle soprattutto del cuore. Non a caso ci sono parole che tutti
dicono e ripetono perché sono comprensibili, importanti per comunicare. E poi
usiamo poche parole, quelle necessarie che restano impresse nella mente di
chi  ci ascolta. Le troppe parole che
vogliono convincere chi ascolta o affermare le proprie ragioni, rischiano di
generare confusione, incomunicabilità. Prima di dire qualcosa, verifichiamo
interiormente  il contenuto e
cerchiamo  di esprimerlo con meno parole
possibili.

 

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