Presidenti, sottoponiamo alcuni tifosi all’esame tossicologico?

Presidenti, sottoponiamo alcuni tifosi all’esame tossicologico?

L’opinione di Don Chino
2014-05-06 19:46:57

L’espressione “violenza sportiva” sembra contraddittoria perché la violenza mira a raggiungere uno scopo utilitario, mentre lo sport, nella sua stessa definizione, dovrebbe prescindere da ogni interesse utilitario almeno per i tifosi e obbedire ad una disciplina rigorosa, sorretta da regole che non possono essere violate
L’espressione
“violenza sportiva” sembra contraddittoria perché la violenza mira a
raggiungere uno scopo utilitario, mentre lo sport, nella sua stessa
definizione, dovrebbe prescindere da ogni interesse utilitario almeno per i
tifosi e obbedire ad una disciplina rigorosa, sorretta da regole che non
possono essere violate. Nonostante ciò i casi di violenza si moltiplicano e
assumono una gravità preoccupante, specialmente nel calcio, lo sport più
popolare che mobilita il maggior numero di amatori. Il calcio dovrebbe favorire
benefiche distrazioni dalle preoccupazioni abituali e concedere emozioni,
entusiasmo di fronte alla bravura dell’atleta, della squadra. Le cose purtroppo
non vanno così. Le liti in campo, le rispostacce e insulti all’arbitro,
l’invasione di campo dei tifosi e le schermaglie prima e dopo la partita,
segnalano che qualcosa non va. Qualcuno sostiene che gli stadi sono ormai
diventati gli spazi per lo sfogo della rabbia repressa; altri sono del parere
che l’eccessiva pubblicità riservata a questo sport eccita gli animi; altri
ancora fanno rilevare che alcuni tifosi agiscono sotto l’effetto di alcol o di
sostanze eccitanti. Sembra perfino che alcuni gruppi di tifosi si presentino
alle partite, provvisti di catene, coltelli per avere la meglio nelle rizze che
si apprestano a suscitare. Distruzioni vandaliche, disordine e paura tra gli
spettatori, sono le conseguenze inevitabili di queste violenze che sembrano
dominate da interessi che vanno molto al di là della passione sportiva. Di
fronte a questi fenomeni, l’opinione pubblica condanna e propone soluzioni
radicali. Soprattutto varrà la pena verificare con analisi cliniche lo stato
tossicologico di questi tifosi violenti ed incontenibili. L’uso e l’abuso di
sostanze stimolanti, prima e dopo le partite di calcio, sono una delle cause da
non sottovalutare per capire l’origine di tanta aggressività. Negli stadi si trovano
ragazzi e adulti sotto effetto soprattutto di cocaina, di abuso di alcol.
Queste sostanze favoriscono stati aggressivi incontrollati, violenze,
provocazioni ed altro. Lo stadio si presta alle esternazioni onnipotenti e
violente dei bulli. Spesso giudichiamo tali reazioni come tifo, passione per la
propria squadra. Sono invece comportamenti che fanno seguito allo sballo.  Mi chiedo: come mai non si fanno accertamenti
tossicologici di fronte a coloro che picchiano, sparano, bruciano le macchine,
mettono sottosopra una città con vandalismi e provocazioni? Si continua a far
credere che le reazioni e le violenze sono la conseguenza di alcune rivalità
tra i tifosi delle diverse curve.  La
violenza spesso è la conseguenza di una mente alterata, eccitata, drogata.  Una competizione calcistica, pertanto, si
trasforma in sfida, in odio, nel rifiuto di ogni disciplina e regola, nella
smania di vincere ad ogni costo per ostentare l’appartenenza al club di
scalmanati che si nutre d’apparenze di provocazioni e vandalismi. Se
l’educazione e i provvedimenti giuridici non bastassero a bloccare tanta
violenza, dovrebbe contribuire a frenarla l’amore allo sport che è tale se
obbedisce alla sua natura, alle sue regole e diventa una competizione in cui
vince il migliore. Non contraddice lo spirito dello sport, la preferenza alla
squadra di cui si seguono più da vicino le vicende e il desiderio di vederla
vittoriosa. Questi sentimenti tuttavia non devono condurre all’odio contro le
altre squadre, tifosi e giocatori. Lo sport è un divertimento che esalta la
forza, la bellezza della vita. Trasformarlo in uno sfogo di pretese
interessate, di orgoglio e di vanità banali, significa tradirlo e rinunciare al
divertimento. Proviamo a chiederci: che cosa stanno diventando i nostri stadi
presidiati dalle Forze dell’Ordine come fortezze assediate? Chiunque ami
veramente il calcio risponda a questa domanda e si regoli di conseguenza.
Vigilino, inoltre, perché gli stadi non siano da alcuni trasformati in zoo per
sballare.

Don
Chino Pezzoli

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