Allarme Adolescenti

Allarme Adolescenti

Una finestra sul mondo
2014-02-15 16:54:48

Da un’indagine del CNR di Pisa si parla di 100 mila studenti che mostrano un profilo di rischio moderato e 70 mila quelli con modalità di gioco problematica

Cresce l’allerta per il gioco d’azzardo tra gli adolescenti.

In un numero dell’Italian Journal on Addiction sono stati
riassunti i contenuti di una ricerca che esaminava i comportamenti problematici
associati al gioco d’azzardo e le caratteristiche psico comportamentali di
questi ragazzi. Per quanto riguarda il gioco online, dai dati del 2012
(Telefono Azzurro ed Eurispes) è emerso che all’interno del 12% degli
adolescenti che si dichiarano giocatori, il 2,5% gioca spesso, il 3,4% qualche
volta il 6,1% raramente. Per quanto riguarda invece il gioco offline – e dunque
videopoker, slot machines, gratta e vinci e scommesse – nel 27% dei giocatori
tra i 12 e i 18 anni il 4,6% gioca spesso, il 10,4% qualche volta e il 12%
raramente. Alcuni ragazzi intervistati ci propongono la loro esperienza su
questo argomento.

Alessandro racconta: “Nella mia compagnia di amici erano
diffusi i giochi come il gratta e vinci e le slot-machine. Quelli che giocavano
alle slot non facevano in tempo a uscire di casa che erano già in un bar
attaccati alle macchinette. Si isolavano da noi per tutto il tempo che
giocavano. Li sentivamo parlare solo se vincevano o perdevano. Considero un
gioco d’azzardo anche le scommesse sulle partite di calcio nelle quali molti
dei miei amici si fanno coinvolgere. Le puntate sono minime e questo invoglia a
provare. Con una giocata/puntata molto bassa, puoi vincere tanti bei soldini.
Per quanto mi riguarda non mi sono mai fatto coinvolgere da questi giochi,
neanche online. Non ho poi mai pensato che potessero essere sistemi per
guadagnare soldi facili”.

Andrea invece parla della sua esperienza di dipendenza, in
questi termini: “Ho sofferto di ludopatia, soprattutto per l’uso delle
macchinette. Posso considerarla una vera malattia. È stupido attaccarsi per ore
ed ore a un video con dei simboli che girano ed emettono suoni. Catturano
completamente la tua mente e quella di tante altre persone. Ci si estranea da
tutto e da tutti perseverando nella speranza di recuperare i soldi persi, ma il
ludopatico perde sempre. Quasi tutti i giochi in circolazione si praticano da
soli: tu e il video, tu e il pc, tu e una moneta che gratta una cartolina
colorata… che tristezza”.

Un altro ragazzo Marco, parla del piacere che provava
soprattutto con il gioco online e dice: “Ho giocato a partire dai 13 anni.
Questo diventerà un problema grosso nei prossimi anni. Le persone tenderanno a
caricare postepay per giocare on line, non solo per vincere soldi veri, ma
anche per vincere soldi falsi. Per esempio ho visto gente che su facebook
caricava soldi veri per prendere soldi falsi e giocare a poker, a farmville o a
city ville. Giochi che per passare da un livello a un altro ti chiedono di
mandare le richieste ai tuoi amici di facebook oppure di comprarli per
terminare. Il tutto sempre accompagnato dalla parola facile. In modo facile
puoi fare questo in modo facile puoi fare quello…”.

Giovanni invece racconta: “Ormai questo tipo di gioco
coinvolge tutti. A me piace molto il casinò… mi fa davvero divertire. Lì,
finivo per spendere 200/300 euro per volta. Conosco soprattutto persone che
giocano con le slot- machines, e questa va considerata come una droga a tutti
gli effetti. Si arriva a raccontare bugie a tutti (amici, familiari) pur di
trovare un po’ di denaro”.

Questo mondo, così ben descritto da questi ragazzi, va
attentamente sorvegliato in quanto sfugge dal contatto reale. L’utilizzo di
internet rende molto facile, anche ai più piccoli, l’accesso a spazi virtuali
in cui venire a contatto con queste tipologie di gioco così attraenti, ma assai
pericolose. Per questa ragione si stanno attivando in gran parte d’Italia
progetti per la promozione della salute sempre più innovativi, utilizzando
pratiche come la peer education (che letteralmente significa educazione tra
pari). Un metodo che vuole essere un anello di congiunzione tra giovani e
adulti. L’obiettivo è di coinvolgere giovani vicini per età, cultura, interessi
ed esperienze, bisognosi di trovare una risposta o anche un aiuto, e adulti,
persone esperte come medici e psicologi, che trasmettano informazioni
scientifiche e che insegnino a gestire i gruppi comuni- cando in maniera
efficace.