I GRANDI MAESTRI DELL’UMANITA’ – Tina Anselmi

I GRANDI MAESTRI DELL’UMANITA’ – Tina Anselmi

L’opinione di Don Chino
2017-08-09 16:55:01

Tina Anselmi nasce il 25 marzo del 1927 a Castelfranco Veneto

Tina Anselmi
nasce il 25 marzo del 1927 a Castelfranco Veneto, in una famiglia cattolica
praticante: la madre, casalinga, si occupa della gestione di un’osteria insieme
alla nonna di Tina, mentre il padre è un aiuto farmacista (che sarà
perseguitato dai fascisti per le sue idee vicine al socialismo).

Dopo avere
frequentato il ginnasio a Castelfranco Veneto, la giovane Tina Anselmi si iscrive all’istituto
magistrale di Bassano del Grappa dove viene costretta, insieme con altri
studenti, ad assistere il 26 settembre del 1944 all’impiccagione compiuta dai
nazifascisti di più di trenta prigionieri per rappresaglia.

Da quel
momento in poi Tina che fino ad allora non si era mai interessata di politica, sceglie
di contribuire attivamente alla Resistenza,
e diventa staffetta  dei partigiani
adottando il nome di battaglia “Gabriella” .

Dopo la seconda guerra mondiale, Tina si iscrive all’Università
Cattolica di Milano, si laurea in lettere e nel frattempo entra a far parte della
Democrazia Cristiana, prendendo
parte attivamente alla vita di partito. Si dedica all’attività sindacale nella Cgil, prima di passare alla Cisl (fondata nel 1950).

 Nel 1959, Tina viene scelta come incaricata nazionale dei giovani
della Democrazia Cristiana, mentre l’anno successivo entra a far parte del
consiglio nazionale dello Scudo Crociato.

Nel 1963
viene eletta nel comitato direttivo dell’Unione europea femminile e nello
stesso anno, diventa vicepresidente. Abbandonato l’incarico di rappresentante
dei giovani della DC, nel 1968 viene eletta deputata per il partito nella
circoscrizione Venezia-Treviso.
Il 29 luglio del 1976 diventa la prima
donna ministro in Italia, venendo scelta per il governo Andreotti come
ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale. In seguito, sempre con
Giulio
Andreotti
presidente
del Consiglio, è anche ministro della Sanità, contribuendo in maniera decisiva
alla formulazione della riforma che porta alla nascita del Servizio Sanitario Nazionale.

Nel 1981,
viene nominata, nel corso dell’VIII Legislatura, presidente della Commissione
di inchiesta sulla loggia massonica P2 di
Licio Gelli, i cui lavori si concluderanno
quattro anni dopo.

Nel 1992
viene proposta dal settimanale satirico “Cuore” come candidata per la
presidenza della Repubblica, ricevendo anche il sostegno del gruppo
parlamentare La Rete. Nello stesso anno, però, per la prima volta dal 1968 è
costretta a lasciare il Parlamento, dopo essere stata inserita (di proposito)
da
Arnaldo
Forlani
in un
seggio perdente.
Il 18 giugno del 1998 Tina Anselmi riceve l’onorificenza di Dama di gran
croce dell’Ordine al merito della
Repubblica Italiana.

Nel 2004 si
spende per pubblicizzare il libro “Tra città di Dio e città dell’uomo.
Donne cattoliche nella Resistenza veneta”, che contiene un suo saggio,
mentre due anni più tardi il blog intitolato “Tina Anselmi al
Quirinale” ripropone il tam tam mediatico che la vorrebbe presidente della
Repubblica.

Nel 2007,
invece, Tina è la madrina del sito web “Le democratiche”, concepito
per fare sì che anche le donne possano contare su una presenza significativa in
occasione delle primarie del Partito Democratico.

Nel 2009
l’ex ministro si vede assegnare il “Premio Articolo 3” a
riconoscimento dell’attività svolta nel corso della sua vita, da giovanissima
staffetta partigiana a “guida esemplare della Commissione parlamentare
d’inchiesta sulla Loggia P2
“, oltre che come “madre della
legge sulle pari opportunità
“.
Nel 2016 viene celebrata la sua figura con l’emissione di un francobollo
(emesso il 2 giugno, in occasione della
festa della repubblica): è la prima volta che viene
dedicato un francobollo a una singola persona ancora in vita.
Tina Anselmi si spegne all’età di 89 anni nella sua città natale,
Castelfranco Veneto, il 1° novembre 2016.

“Capii
allora che per cambiare il mondo bisognava esserci” (Tina Anselmi).

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