I GRANDI MAESTRI DELL’UMANITA’ : Berthe Morisot

I GRANDI MAESTRI DELL’UMANITA’ : Berthe Morisot

L’opinione di Don Chino
2017-06-28 09:26:38

Meno conosciuta dei suoi colleghi uomini, ma in certe opere più geniale

Meno conosciuta dei
suoi colleghi uomini, ma in certe opere più geniale e sensibile di loro. Donna
fuori dai canoni e dagli schemi del suo tempo, seppe “vivere la sua pittura e
dipingere la sua vita”, come  disse Paul
Valery.

Nata a Bourges nel
1841, Berthe era figlia di un prefetto statale e della nipote del pittore
Honoré Fragonard.  L’arte scorreva dunque
già nelle sue vene.

I suoi dipinti, per lo
più ambientati nelle mura domestiche, raccontano un universo tipicamente
femminile, fatto di donne impegnate a leggere un libro, sedute a conversare o
amorevolmente prese dalla cura dei bambini. Colori luminosi e chiari descrivono
abiti, acconciature e oggetti, mentre la luce inonda lo spazio. I

Il tratto dei suoi
dipinti  è sciolto, immediato e
spontaneo. Nella sua tavolozza un posto privilegiato fu riservato al bianco,
talvolta arricchito da decise pennellate di colore intenso e vivace.
Caratteristica del suo stile è la pennellata che va apprezzata da vicino,
rispetto a quella degli altri impressionisti che produce l’effetto desiderato
se osservata da lontano.

Nonostante la presenza
di altre donne all’interno del movimento Impressionista, Berthe si può
considerare a buon diritto la capofila. Sebbene lontana dalle questioni sociali
che agitavano la vita parigina e concentrata a dipingere interni e scene
domestiche, Berthe non fu mai un’artista superficiale e poco attenta alla
raffigurazione dei moti dell’animo.

Nel febbraio del 1895
Berthe si ammalò. Inizialmente non era in condizioni gravi, ma il sopravvenire
di una polmonite fece precipitare gli eventi. Fece appena in tempo ad affidare
sua figliola Julie a Mallarmé e a regalare gran parte dei suoi lavori agli
amici più cari, per poi morire di colpo il 2 marzo dello stesso anno. Fu
sepolta nella tomba della famiglia Manet, nel cimitero di Passy.

Scrive Gustave Geffroy
:
“Nei quadri di M.me Berthe Morisot le forme sono sempre
vaghe, ma una strana vita le anima. L’artista ha trovato il modo di fissare
sulla tela i riflessi cangianti e le luminescenze che compaiono sulle cose e
nell’aria che le avvolge .. il rosa, il verde pallido, la luce vagamente
dorata, cantano con un’armonia indescrivibile”.

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