Cannabis, 218 parlamentari per la legalizzazione

Cannabis, 218 parlamentari per la legalizzazione

L’opinione di Don Chino
2015-07-16 08:03:06

Liberalizzare l’utilizzo della cannabis in Italia, consentendone la detenzione in modica quantità per uso ricreativo ma impedendone la vendita. E’ la proposta di legge bipartisan promossa dall’intergruppo presieduto da Benedetto Della Vedova

Liberalizzare l’utilizzo della
cannabis in Italia, consentendone la detenzione in modica quantità per uso
ricreativo ma impedendone la vendita. E’ la
proposta di legge bipartisan
promossa dall’intergruppo presieduto da Benedetto Della
Vedova che oggi ha ricevuto la firma di 218 parlamentari. Tra le altre misure
previste anche il permesso di coltivare piante in casa fino a un massimo di
cinque e la vendita al dettaglio in negozi dedicati forniti di licenza dei
Monopoli. Una proposta oscena e irresponsabile per chi vive e lotta per
aiutare i giovani e giovanissimi a uscire dalle dipendenze.
 

Gli studi scientifici, già da qualche tempo,
hanno dimostrato le conseguenze dannose prodotte in chi aveva fatto uso di
cannabis. Solo l’ideologia, cara ad alcuni politici, riconosce la validità
del binomio fumo-innocuità. Tra la solita disinvoltura dei mezzi di
comunicazione si è diffusa la convinzione che le cosiddette canne sono
sostanze inoffensive. “Fa più male
l’alcol quando ci si sbronza”, si dice, come se il problema fosse di
scegliere il meno dannoso di due veleni, dimenticando il particolare, non
proprio irrisorio, che entrambe le sostanze avvelenano l’esistenza umana.                                                                                                                       
Le ricerche hanno
riproposto tutta la nocività della cannabis. Lo psichiatra Giovanni Battista
Cassano, rinomato docente dell’Università di Pisa denunciava che “Questa droga (la marijuana) agisce nelle
stesse strutture del cervello interessate dalla cocaina e dalla morfina, e
costituisce un gradino, sia per l’assunzione delle droghe “pesanti”, sia come
attivatore di patologie psichiatriche […] di tipo paranoide […] o crisi di
depersonalizzazione”. Diversi ricercatori  come il dott. Giovanni Serpelloni già
direttore del dipartimento ministeriale antidroga ha confermato gli effetti
dannosi sul cervello del tetracannabinolo, il principio attivo presente nella
cannabis. Esso provoca: “Le
paranoie, il risentimento, una sorta di vischiosità del pensiero, una subdola
forma di depersonalizzazione, con ostilità e irritabilità non presenti prima
dell’uso della sostanza nei tratti caratteristici del paziente. 
Penso che il silenzio
sui danni di questa droga che di leggero non ha niente, vada cercato
soprattutto nella diffusione ormai inarrestabile. Fa parte di una mentalità
comune tollerare con un omertoso silenzio ciò che si ritiene un fenomeno di
massa. Il male comune spesso diventa costume con il tacito assenso di molti.
Il consumo di cannabis, in questi ultimi vent’anni ha ricevuto il benestare
dei politici, giudici e persino dei genitori che son soliti dire che si
tratta di “erba”, di droga leggera.  Le
conseguenze negative tuttavia risultanti dal consumo della cannabis, sono
tante.
  
Con forza lo psicanalista Risè
afferma di non chiamare più la cannabis droga leggera. La
leggerezza fa pensare che sia poco pericolosa. Oggi gli spinelli sono
geneticamente modificati e potenziati per avere effetti sempre più micidiali,
e causano gravi danni cerebrali.  La
cannabis è una bomba per
il cervello, specie per gli adolescenti in via di sviluppo.
Dà problemi di memoria e concentrazione, provoca apatia e demotivazione,
disturbi nella capacità di formulare idee e risolvere problemi. Causa ansia e
depressione, allucinazioni, attacchi di panico e paranoia. E gravi malattie
mentali, come psicosi e schizofrenia”. 

  

Lo skunk delle
cannabis è micidiale. Negli ultimi anni si è passati dal 4 al 25 per cento di
thc (il principio attivo della cannabis): lo spinello più forte, chiamato skunk, può provocare da
solo un’overdose, anche senza l’aggiunta di altre sostanze. Un solo spinello può
causare una crisi psicotica. L’età in cui si comincia ad assumere cannabis si
abbassa sempre più. Attenti
quindi alla vita che finisce in fumo.
  
I 218 politici che
firmano la liberalizzazione della cannabis hanno presente i disturbi di personalità
che queste sostanze producono? Basterebbe far sapere questi soloni che
buttano su un pezzo di carta la loro firma, il loro  assenso alla liberalizzazione di questa
droga che di leggero non ha proprio niente, che parecchi adolescenti con
l’uso di questa sostanza hanno attivato stati psicotici e schizofrenici
latenti. Cari politici che volete legalizzare la cannabis, siete disposti
a permettere ai vostri figli d’intossicare legalmente la loro testa? Se lo
siete, domando scusa, ma mi permetto di suggerirvi una virtù in disuso, la
prudenza o il buon senso.                                    

https://your-app.it/promozioneumana/wp-content/uploads/2019/07/CANNABIs.jpg

No Comments

Post A Comment