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Esiste ancora la sensibilita' ?

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Esiste ancora la sensibilità?

Forse la sensibilità è del tutto scomparsa dal patrimonio umano delle persone? È una domanda che spesso mi pongo, soprattutto in questi ultimi tempi. Non so se definire la sensibilità una virtù o una dote molto pesante da trasportare. Ho il sospetto, infatti che una persona sensibile o, addirittura ipersensibile, sia maggiormente esposta ad essere ferita.

Non solo, la persona sensibile anziché godere dell’apprezzamento altrui quale portatrice di questo dono, viene spesso considerata debole, fragile, non sicura di sé e quindi in difficoltà ad affrontare i problemi della vita, succube di qualcuno e difficilmente serena.

Nel mondo d’oggi dove i più sono protesi a conquistarsi il proprio spazio, accompagnato da successo, ricchezza e gratificazione, la sensibilità è ritenuta un sentimento da lasciare in una fascia di persone in balia dei sentimentalismi. 

Io invece considero il dono della sensibilità una qualità umana di grande importanza da conservare con maturità e consapevolezza; anche se a volte, ci viene ricambiata con gesti d’ingratitudine, di menefreghismo da parte di una mentalità tesa solo al profitto.

Chi è la persona sensibile?

Sensibile è chi sa mettere gli altri a proprio agio, che non risponde ad una prepotenza con pari cattiveria, ma che sa comprendere anche quando è vittima d’ingiustizia, sapendo dare con intelligenza e magnanimità, risposte vere, di crescita dell’altro.

Sensibile è chi non dà tutto per scontato, che sa soffrire in silenzio, che non pretende di avere sempre ragione, ma prima di reagire con acredine ascolta le ragioni altrui e sa sempre mettersi in discussione confrontandosi prima con i propri errori.

Sensibile è chi sa chiedere scusa, mette il proprio tempo, la propria disponibilità, la propria opera a disposizione dei più deboli, dei disabili, dei bisognosi, senza preoccuparsi se non avrà un tornaconto personale.

Sensibile è chi sa godere di un tramonto, di un’alba gioiosa, di una dolce melodia del creato che riserva all’anima le risposte più profonde, le attese più vere.

Sensibile è chi sa gioire della presenza di un bambino, del suo sorriso, dell’amore dato e ricevuto mentre gioca con la vita.

Sensibile è chi ascolta ogni giorno la voce dell’anima che suggerisce che Dio è vicino, basta cercarlo che si fa trovare.