Promozione Umana

X un sì alla vita

UMILTA' E IMPEGNO

« back Notizie | Pensaci Su...

UMILTA 1

Umiltà e Impegno

La nostra cultura, sempre più modellata sull’avere e sull’apparire, non riconosce la forza dell’umiltà, ormai declassata e data in custodia a qualche anziano che non ha ancora smesso di apprezzarne il valore. Il pensiero attuale ha estromesso la forza dell’umiltà, ritenuta un limite per emergere, affermarsi. Conta invece l’antagonista dell’umiltà, la superbia, che assicura il successo e la visibilità.

Le generazioni passate avevano scoperto l’umiltà nascosta nella terra, toccandola con le mani, stringendo i mattoni, il legno, gli attrezzi duri del lavoro, il pane. Gli uomini e le donne di allora si scoprivano umili, cioè “terra” e dialogando con essa apprendevano il mestiere del vivere. 

Semplicità e astuzia 

Cari giovani, siate umili e forti. Amate la bellezza, l’arte, la natura, la spiritualità, la poesia, la letteratura, ma soprattutto il Vangelo. Gesù si presenta nelle scritture “umile e mite di cuore” e ci suggerisce di essere “semplici come le colombe e astuti come i serpenti”, amanti dei piccoli, dei poveri, degli emarginati. Esso affronta con forza i superbi scribi e farisei e li stigmatizza con parole dure: “razza di vipere, sepolcri imbiancati, coppe dorate all’esterno e piene di putridume dentro”. Quanta fortezza in questo uomo venuto a predicare il Regno, la condivisione, la carità!  Quanta bellezza in noi e fuori di noi se ci scopriamo umili, piccoli, ma forti perché abitati da un soffio di eterno!

Un innesto importante 

Non mi si fraintenda, cari amici, non voglio, con questo innesto di Dio nella nostra vita, penalizzare la ricchezza umana che si possiede. La persona è creatura di Dio e porta in sé il suo soffio. Non deve però mai ignorare la forza e la grazia che vengono da Dio e sorreggono la sua fragilità di creatura. Ma come? Forse Dio sostituisce l’uomo? Dio ha rispetto della sua creatura e mai la sostituisce, solo la eleva, potenzia i suoi talenti, le sue risorse umane. Dio ci chiede solamente un atteggiamento umile, che ci fa desiderare il bisogno di Lui. 

Ci domanda di sentirci sempre creature. La morte dovrebbe ridimensionare la nostra presunta grandezza, ma la nostra stupida superficialità rimuove questo esproprio. Leggete attentamente, cari amici, la parabola del ricco stolto. “La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia. Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà? Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce davanti a Dio”.