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QUEL PICCOLO MONDO DI IERI : I giochi di una volta

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girotondo

“I ricordi che ci riportano nel passato hanno qualcosa da suggerirci, da insegnarci. Conservano esperienze, desideri raggiunti, ideali che solo il futuro ha potuto accertare. Nel mio piccolo mondo di ieri, povero di cose e ricco d’umano, ho conosciuto persone, vissuto fatti che hanno lasciato in me il desiderio di correre verso il futuro con in mano la fiaccola accesa.” Don Chino Pezzoli

 

I giochi dei bambini

Negli anni quaranta del secolo scorso i bambini si costruivano da soli i loro giochi con i materiali che erano a disposizione e la fantasia.  I giochi si facevano prevalentemente per strada o nei tanti spazi che la natura concedeva, c’era il piacere di fare parte del gruppo di mettersi alla prova riuscendo a superare le difficoltà. Molti giochi hanno un fondo comune di tradizione, in quanto i bambini I’imparavano dagli altri. Erano sempre gli stessi giochi. Vediamone alcuni.

La trottola era un gioco diffuso tra i bambini e ragazzi. La trottola consisteva in un pezzo di legno a forma conica, con in punta un perno d’acciaio, attorno alla trottola veniva avvolta, in modo da formare una spirale che va dalla punta di ferro alla parte più alta e larga, una corda che permetteva, nell’atto del lancio, di far ruotare la trottola. I ragazzi facevano vere e proprie competizioni per vedere chi riusciva a farla girare più a lungo per  competere si ricorreva a trottole servendosi di un legno molto duro.

Il girotondo E’ un gioco molto semplice che si faceva nei cortili degli asili e delle scuole elementari. Vi partecipavano molti bambini e bambine che formando un grande cerchio umano si tenevano per mano e cominciavano a girare in tondo sempre nello stesso verso. Si cantava la seguente filastrocca alla fine della quale ognuno si doveva sedere velocemente per terra: “Giro, giro tondo casca il mondo, casca la terra, tutti giù per terra”. Perdeva chi era l’ultimo a sedersi.

Le biglie. Con le biglie si facevano dei castelletti per terra una sopra l’altra. I ragazzi che partecipavano al gioco facevano uno due, o tre castelletti, così anche il rivale. Poi ad una certa distanza con una biglia in mano il giocatore cercava di abbattere più castelletti e quindi intascandosi le biglie. I ragazzi abili si portavano a casa anche cento, duecento biglie al giorno vinte che poi vendevano per poche lire ai compagni. Una sfida combattuta anche con qualche astuzia e imbroglio.  Un altro gioco con le biglie, consisteva di mandare le biglie, ad una ad una, in  una piccola buca spingendole con tocchi fatti dal dito pollice che spingeva l’indice. I giocatori mettevano sulla terra battuta un numero uguale di biglie, poi iniziava la gara e a turno i giocatori spingevano le biglie verso la buca: ogni biglia imbucata dal giocatore era vinta.

Il nascondino. E’ un gioco semplice col il quale ci si divertiva in un modo incredibile. Scelta la cosiddetta “tana” si designava chi doveva “stare sotto” tramite la “conta”, ossia una filastrocca che si concludeva per lo più con una frase del tipo “tocca a te!”. Il prescelto doveva poi contare ad occhi chiusi fino ad un numero concordato tutti insieme (30, 40, 50, o anche di più) mentre gli altri partecipanti al gioco andavano a nascondersi. Una volta concluso di contare, chi “stava sotto” iniziava a cercare i compagni di gioco. Avvistatone uno doveva gridarne il nome (a volte anche toccarlo) e correre fulmineamente verso la “tana” insieme al giocatore appena scoperto. Il primo dei due che raggiungeva la “tana” doveva toccarla e gridare a squarciagola “tana!”. Di conseguenza il meno veloce dei due doveva “stare sotto” la volta successiva mentre si riprendeva la caccia ai giocatori nascosti. L’obiettivo dei giocatori nascosti era di cercare di lasciare i rifugi senza essere visti o toccati e di raggiungere il punto di tana gridando “tana” per liberare sé stessi e i compagni di squadra.

Le figurine. La passione per le figurine è sempre stata molto grande nei bambini e nei ragazzi ed è legata all’album messo sul mercato dalla Panini. Come si giocava: le figurine venivano lanciate dall’alto, da una sedia o da un muretto con un piccolo colpo delle dita. Se una di queste figurine finiva sopra ad un’altra, anche solo in parte, il vincitore aveva come premio le figurine che si trovavano per terra. Si poteva giocare sia al chiuso che all’aperto. I giocatori usavano ovviamente le figurine doppie con lo scopo, in caso di vincita, di implementare il proprio album.

Giochi semplici e sempre all’aria aperta: I bambini e ragazzi d’allora si accontentavano di poco. Ora  Ci sono bambini che passano tanto tempo a giocare da soli con giocattoli di ogni tipo. I bambini vivono giocando, forse sarà utile che i giochi siano di gruppo  e che facilitino la socializzazione e favoriscano creatività, abilita, fantasia. Dimenticavo di dire che i nostri bambini e  ragazzi non possono essere dipendenti da  giochi virtuali con il telefonino o internet, ne va di mezzo la loro crescita relazionale.