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MORALITA' : Ripulire la mente

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Ripulire la mente

Ripulire la mente vuol dire desiderare altro. Noi invece assumiamo l’atteggiamento antitetico, come se remassimo contro i tanti desideri che abbiamo. Smettiamola di dirci che la nostra vita è sempre stata così o di dare la colpa agli altri: gli altri non c’entrano niente. Dobbiamo cessare di credere che il nostro successo o la riuscita dipendano dall’esterno. Quello che ci impedisce di farlo è questa mente, inquinata da modelli mentali obsoleti. I cinesi che, come gli alchimisti, erano profondi conoscitori dell’anima, dicevano che il saggio, senza intenzione, va alla meta. Dobbiamo imparare a ragionare in questo modo. I nostri ricordi sono il passato, i nostri pensieri ci aiuteranno a rinnovare il presente e futuro. Quando la mente comincia a essere libera dal passato, allora produrrà novità. Mi trovai a una cena con alcuni famigliari e per tutta la serata vennero proiettate sullo schermo televisivo foto, immagini di un lontano passato. La nostalgia si leggeva negli occhi, a volte rigati dalle lacrime. Al termine della serata dissi: “Il passato non c’è più, viviamo intensamente l’attimo fuggente”. Fece seguito una risata benefica.

Quel presente da vivere

Ragazzi e ragazzi, sappiate che la nostra mente è particolare e possiede tante risorse. Noi conosciamo di essa soltanto quello che abbiamo acquisito o vissuto, quello che abbiamo imparato dai genitori, e ci aggrappiamo a quelle poche cose che sappiamo. E la parte più profonda della nostra mente? Per capirla basterebbe osservare i semi che in primavera si trasformano in fiori: ripulire la mente significa farla fiorire. La fioritura avviene nel momento in cui cominciamo a pensare che dentro, nella parte profonda, c’è dell’altro, pronto a manifestarsi. Ho osservato i bambini sulla giostra: lì trascorrono molto tempo, fino a sfinirsi, perché entrano completamente nell’atmosfera del gioco. Noi dobbiamo immergerci nei nostri desideri, ognuno di noi ne ha. Se vogliamo fare un progetto per una nuova primavera della vita, togliamo qualcosa a cui siamo legati: i pensieri sempre uguali, i comportamenti ripetitivi, gli incontri sempre programmati, le conversazioni di convenienza. Viviamo intensamente il presente che prepara il futuro. Gli antichi digiunavano con questa idea: digiuno in quanto l’energia vecchia se ne va, l’energia nuova rinasce. Quindi ecco l’uovo sul comodino, l’uovo prima di dormire, l’uovo della notte. C’è in noi un uovo che mentre dormiamo che ci sta facendo rinascere. Perché si schiuda, dobbiamo smettere di essere quello che siamo sempre stati.

Il nuovo che irrompe

Coltiviamo molti interessi nella vita, molte passioni che la rinnovano. Spesso una di esse prende il sopravvento e spinge la nostra mente in attività. Stimolati da questa spinta ci mettiamo in gioco, rischiamo, sappiamo che i pericoli possono venire da un momento all’altro, ma vogliamo affrontarli, conoscere in noi un’altra persona che nasce. Poniamo attenzione, cari amici, ai pensieri improvvisi, alle aspirazioni immediate, spontanee. Chiediamoci se ci sentiamo vivi, attivi, nuovi quando dalla nostra mente sgorgano desideri, pensieri, ideali. Vogliamo realizzarli per essere partecipi con gli altri di una società bella, nuova, vivibile? Sono domande importanti che ci staccano dai discorsi vani di coloro che vorrebbero moralizzare la società con le parole. Paulo Coelho, parla “…del guerriero della luce che crede in se stesso, nel miracolo della sua vita. Proprio come credono i bambini. Poiché crede nei miracoli, i miracoli cominciano ad accadere. Poiché ha la certezza che il proprio pensiero possa cambiargli la vita, la sua vita comincia a cambiare la società”.