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MORALE : La morale in crisi

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MORALE

La morale in crisi 

Nadia, una ragazza di vent’anni, mi chiese: “Che cosa s’intende per crisi morale?”. Tentai di risponderle attraverso una sintesi del male che, come un fiume in piena, si sparge ovunque. In nome della libertà tutto è lecito: la manipolazione genetica, la svalutazione della vita, le tante violenze su se stessi e gli altri, la falsità nei rapporti, le disuguaglianze sociali, le emarginazioni dei deboli, la crisi finanziaria ed economica, l’inquinamento del pianeta, la superiorità e l’arroganza dei primi a danno degli ultimi. Dissi a Nadia che non mi sembra sia in atto una riflessione seria per arginare questo fiume. Manca il coraggio di andare alla radice del problema e riconoscere che quella che stiamo vivendo è essenzialmente, e prima di ogni altra cosa, una crisi esistenziale. Il bene è confuso con l’utile, il male con il bene. La propria e l’altrui vita sono ritenute “scarto”. Uccidere e uccidersi sembra ormai un gioco macabro per far parlare di sé, per affermare un’ideologia o una religione. La vita sembra un oggetto senza valore, da buttare. Nadia mi ascoltò e poi mi chiese: “Questa crisi intacca la nostra vita e ci annulla?”.  Le risposi con un gesto di assenso.

Lo scadimento

Premetto che non sono un bacchettone moralista che sta alla finestra criticando ciò che succede. Sono presente, vivo nei diversi contesti umani e sociali. Rilevo, quindi, la crisi morale che come un virus infetta la persona nella mente e nel cuore, la famiglia nei suoi valori umani, la scuola e la cultura, la coscienza nelle scelte. C’è uno scadimento etico complessivo: il rispetto dovuto a se stessi e al prossimo è venuto meno; l’osservanza degli impegni presi e l’attitudine ad affrontare sacrifici per raggiungere obiettivi è disattesa; la disponibilità a mettersi in discussione e a correggersi a vicenda per crescere, la dedizione alle persone che diciamo di amare, si riduce soltanto ad affermazioni. La consapevolezza, infine, che nulla nasce dal niente, che per ottenere qualunque cosa bisogna impegnarsi, è disattesa. La rappresentazione del personaggio narcisista debutta in una platea vuota.

La metastasi 

Lo scadimento etico continua, cari amici, e la metastasi del male mette in crisi l’amore verso i genitori, il compagno, la compagna, i figli. Si accentua l’indifferenza verso i datori di lavoro, i dipendenti, i vicini di casa. L’egoismo nei confronti delle persone emarginate e sofferenti diventa vanto. È in atto un’ondata di individualismo esasperato, la ricerca del tornaconto personale a ogni costo, l’affermazione del proprio io sugli altri e contro tutti. La confusione, il disordine, l’improvvisazione, le cose mal fatte, le situazioni ambigue, le relazioni affettive instabili si manifestano nei contesti aggregativi. Le metastasi del male intaccano soprattutto le nuove generazioni. Non si pensi che la mia analisi sia pessimista, dettata dalla codardia di un educatore di vecchio stampo: si tratta soltanto di realismo. Basta aprire ogni mattina i giornali o metterci in ascolto delle notizie dei telegiornali per rendersi conto del degrado che coinvolge ogni contesto sociale.

La competizione

Pure il confronto e la chiarezza intellettuale sono in crisi, perché è venuta meno una rete di relazioni virtuose. Si insegue, cari giovani, la funesta illusione di un’affermazione personale a dispetto o contro gli altri, visti unicamente come concorrenti da sgominare oppure mezzi utili per emergere e dominare. Si crede che una società fatta di individui impazziti che disfano continuamente l’ordine morale, che inseguono ogni capriccio momentaneo, che non perdono alcuna occasione di vantaggio, possa funzionare. Non funziona invece. La scrittrice Margaret Maron afferma con sarcasmo: “Ogni volta che iniziamo a pensare di essere il centro dell'universo, l'universo si gira e dice con un'aria leggermente distratta: "Mi dispiace. Può ripetermi di nuovo il suo nome?".

Il maltolto

La nostra è una società in cui si tollerano le ruberie, i raggiri economici, le bustarelle, gli appalti pilotati, il pizzo o la tangente per aprire e gestire un locale commerciale e ricreativo. Gli scandali si susseguono e spesso sono i politici a esserne protagonisti. Un ragazzo mi ha chiesto perché le persone che hanno già tanti soldi rubano, voleva saperlo perché suo padre aveva detto alla mamma di nascosto che era l’ultima busta che portava a casa. Non ho saputo rispondergli. Ho pensato, senza proferire parola, a una risposta evangelica: “Se scandalizzi uno di questi piccoli, prendi una pietra da molino, appenditela al collo”… e il resto del testo lo si conosce. In passato rubavano i malviventi o chi era costretto dalla fame. Oggi ci sono i ladri eccellenti: politici, funzionari statali, faccendieri, banchieri, finanzieri e chi più ne ha, più ne metta.