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Il bosco della droga

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Mercati della droga: lo Zoo di Rogoredo  

Facciamo sapere al ministro Matteo Salvini che deve intervenire anche per impedire i diversi Zoo della droga che infettano il nostro Paese? Questo menefreghismo politico e questa assenza delle Forze dell’Ordine in questi inferni del degrado e morte come dobbiamo spiegarlo ai cittadini, alle tante famiglie che assistano al dramma dei loro figli tossicodipendenti?  Ieri sera la trasmissione televisiva” Lombardia Nera” si è soffermata a riprendere e a commentare ciò che accade nel ormai conosciuto il “Bosco di Rogoredo”. Se entri nel bosco di Rogoredo rimani sconcertato, il mucchio delle siringhe è spostato alcuni metri più in là, i tossici, gli spacciatori formano un popolo. Le droghe si spacciano nel bosco di Rogoredo, uno dei più grandi paradisi dell'eroina e cocaina del Nord Italia. Sembra purtroppo immutata anche la voglia comune di agire per porre la parola fine su una storia che mischia pericolosamente delinquenza e disperazione.

Di tanto in tanto le Forze dell’Ordine fanno irruzione in questo lager di nessuno.  Questa parata militare non serve a niente se non si prende atto che occorre intervenire ogni giorno per un mese, due e poi decidere di bonificare quest’area di spaccio e di morte. In questi blitz inutili vengono controllati cento, centocinquanta persone. Alcune sono denunciate in stato di libertà per inosservanza delle norme di soggiorno, violazione della misura del foglio di via obbligatorio e ricettazione. Arresti pochi, pochissimi.  Si sa che la droga entra ogni giorno in quantità vistose e si conoscono anche i capi malavitosi, mafiosi dell’organizzazione e i loro diretti spacciatori, ma niente si fa.

Risolvere il problema di una piazza di spaccio che esiste da alcuni anni non è un’impresa facile, ma non impossibile se esiste la volontà politica o meglio se il problema droga è ancora reato. Non basta ormai parlare, fare nuovi sopralluoghi per verificare la possibilità di realizzare una strada che faciliti l’ingresso delle Forze dell’Ordine per i pattugliamenti, così da rendere ancora più controllata la zona. Qualche tempo fa, Palazzo Marino, ha promesso che il bosco della droga di Rogoredo sarebbe soltanto un triste ricordo. Panzane! In questo bosco della droga l’organizzazione malavitosa progredisce, chi la gestisce sa persino quando ci sarà il nuovo blitz delle Forze dell’Ordine. I tossicodipendenti che frequentano questo zoo di Rogoredo ci informano. Il tossicodipendente entra in questo spazio di degrado umano ed è accompagnato dagli spacciatori, è spesso assistito mentre si spara in vena la sostanza e poi viene accompagnato fuori. Alcuni malavitosi armati di pistole sorvegliano l’area del bosco. 

Chiediamoci perché le Istituzioni Stato, Regione, Comune non trovano soluzioni definitive a questi reati gravi, gravissimi che compromettano la salute, la vita di molti giovani e giovanissimi? Le risposte sono tante, ma una sembra prevalere: anche lo spaccio, in questo momento storico, è un incentivo economico per chi non ha lavoro: profughi, ex carcerati, disoccupati. Se fosse vero che il motivo che tutela questi spacciatori di morte è questo, siamo davvero caduti in basso. Mi rivolgo al Ministro Matteo Salvini che spesso afferma di voler portare ordine, legalità nel nostro Paese. In un Paese in cui la droga si spaccia ovunque dovrebbe mettere in atto la sua grinta e intervenire con tre azioni importantissime: la prevenzione, il recupero, la repressione.

In questo momento, credo, che sia urgente reprimere lo spaccio, liberare certe aree in possesso della mafia. Lo zoo di Rogoredo, caro Salvini, non deve esistere. Quante storie potrei raccontare che ho ascoltato dai tanti ragazzi e giovani ospiti della mia Comunità Promozione Umana strappati a questi zoo della droga. Caro Ministro, le parole non servono, occorrono i fatti e nemmeno abbiamo bisogno dei soliti “vedremo, “provvederemo”,  “interverremo”. Di questi “remo” ne abbiamo piene le tasche.