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X un sì alla vita

Il filo che tesse la vita

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DIGNITA

Il termine “dignità” va direttamente collegato all’aggettivo “umana” in quanto è dell’uomo che si sta parlando e della sua stessa vita. Non si può quindi scindere l’uomo, la sua vita, il suo essere persona, dalla sua stessa dignità. L’uomo è un “essere particolare” a cui è dato il libero arbitrio. Come vuole per sé il rispetto della propria dignità, allo stesso modo rispetta quella dei suoi simili. Sul termine “dignità” nasce e continua il dibattito sia in ambito scientifico, filosofico, teologico e sociale. Tale dibattito sembra essere senza fine, senza un reale punto di convergenza unico per tutti. Tutto parte da come la stessa persona umana viene considerata fin dal momento del suo concepimento, indipendentemente come questo avvenga, e fino al termine dei suoi giorni. Il discorso, ragazzi e ragazze, verte sempre sullo stesso “filo della vita”, con il suo inizio e la sua fine. Necessita determinare quando e come questo filo inizia  e “termina”. In altre parole, riconoscere scientificamente che già nell’embrione c’è la vita, farla nascere, crescere e accogliere la sua fine naturalmente senza interromperla. La dignità umana è presente in questo “filo” che non va mai spezzato perché unisce: l’inizio, la nascita, la crescita, la fine della vita.

Filo invisibile

Questo “filo” invisibile della dignità che congiunge tutti i momenti della vita è fondamentale.  Non esiste la persona dove non c’è dignità umana e non può esservi dignità umana se la persona è ignorata, emarginata.  Sembrerebbe quasi un gioco di parole ma non lo è. Definire la persona umana non è facile, ma, prima di farlo, è necessario tener presente che esiste una differenza enorme fra la natura umana e le cose, gli animali.  Questa grossa differenza è dovuta al fatto che l’uomo (col termine “uomo” si vuole intendere sia il sesso maschile che quello femminile), considerato in modo reale, è e rimane sempre “qualcuno”, mentre tutto il resto delle cose create, è un insieme di “qualche cosa” o di “esseri viventi”. La persona umana ha una propria vita interiore che la differenzia notevolmente da qualsiasi animale. Quando la cultura umanistica parla della “persona”, intende sottolineare l’identità, l’unicità, la spiritualità e moralità della stessa. L’uomo quindi risulta un essere con un corpo e un’anima che insieme formano la sua grandezza o dignità.

Mistero insondabile

Nella cultura attuale notiamo una grande difficoltà nel riuscire a definire il “mistero” della persona umana. Un essere che racchiude in sé il “soffio eterno”, la spinta irresistibile a vivere per sempre. Non si pensi che questi tratti siano solamente concettuali, sono presenti in ogni persona ed attestano la sua dignità. Non solo. La persona è intelligenza, volontà, affettività, relazione. Per definire la grandezza dell’uomo, sta scritto nel libro della Genesi che Dio ha fatto l’uomo a sua “immagine e somiglianza” perché dominasse tutti gli altri esseri fino a quel momento creati. Dio consegna all’uomo, tutto ciò che c’è sulla terra perché completi il disegno del suo creatore. La prima immediata domanda che dovete farvi, cari amici: l’uomo nella sua evoluzione interiore rispetta il disegno di Dio? Quella “immagine e somiglianza” con il suo creatore la fa risaltare? La risposta la lascio a voi che siete gli eredi di una dignità umana che noi adulti abbiamo valorizzato sotto alcuni aspetti e degradato in altri. Anche quando l’uomo si abbruttisce, la dignità resta. (dal libro “Tracce di Moralità”  di don Chino Pezzoli)