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La dignità: valore intoccabile

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DIGNITA

Lo spirito del nostro tempo è orientato alla dignità, come un tempo lo fu alla libertà, all’uguaglianza davanti alla legge, alla giustizia sociale. Molti si ispirano, o almeno dicono di farlo, alla dignità degli esseri umani, soprattutto dopo lo scempio che hanno fatto i regimi totalitari del secolo scorso. Tutto bene, allora? Finalmente una concezione dell’essere umano in cui si esprime un valore sul quale tutti non possiamo che concordare? Un pilastro sul quale un mondo nuovo può essere costruito? Cerco di dare una riposta a voi ragazzi e ragazze, lasciando da parte le buone intenzioni e le illusioni. Se ben ricordo, le leggi e le costituzioni di diversi Stati ribadiscono la dignità umana “intoccabile”. La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo riconosce la dignità di tutte le persone come fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo. Sulla scia di questa convinzione, non esiste una dichiarazione che non renda omaggio alla dignità umana o una trattazione di temi etici e giuridici in cui la dignità non assuma un significato fondamentale. L’appello alla dignità sembra, dunque, l’argomento basilare, decisivo, in tutte le questioni controverse in cui è in gioco l’immagine dell’essere umano, del suo valore.
Non bastano le dichiarazioni      
Mi sono sempre posto una domanda: il fatto che un concetto sia tanto usato e soprattutto mai contestato, è un segno di forza del concetto stesso? Penso di no, credo invece che sia indice di debolezza. Si tratta di un concetto astratto fatto di parole che attestano un valore, il più delle volte, inesistente nella realtà sociale. Alle parole si possono assegnare contenuti morali e ideologici diversi. Questo vale per la parola libertà: libertà da che cosa? Per la parola uguaglianza: rispetto a chi e in che cosa? Per la parola giustizia: verso chi e come?  Per la dignità è lo stesso: l’uomo è degno di che cosa? Questi principi etici, ragazzi e ragazze, quanto più sono celebrati, tanto più si svuotano. Più volte avete sentito parlare di libertà, uguaglianza, giustizia: principi spesso privi di contenuti. Queste parole racchiudono tanti significati e, per questo, hanno colpito l’immaginazione di molte persone in modi diversi. Penso alla libertà: alcuni l’hanno capita come facilità di liberarsi di coloro ai quali avessero attribuito poteri tirannici, altri come facoltà di eleggere coloro ai quali dovessero obbedire, altri ancora come diritto di portare le armi e di esercitare la violenza, altri, infine, come scelta di essere governati da uomini inetti e pericolosi. Allo stesso modo la dignità è confusa con la nobiltà di pochi potenti. 
Le ambiguità di oggi 
Quello che deve mettere in guardia voi giovani è la superficialità, che vi allontana da un mondo, dal vostro mondo, in cui la dignità umana è calpesta, distrutta. Vi soffermate davanti alle sconvolgenti immagini dei due reporter legati, inginocchiati, tenuti diritti dal boia ricoperto dalla tunica nera, da cui appaiono solo occhi senza volto e mano armata del coltello, pronta allo sgozzamento? So che cosa pensate, mentre richiamo la vostra attenzione su fatti tragici che degradano gli assassini e che terrorizzano la gente comune. Pensate che sono fatti criminali consumati in contesti di guerra, di rivalità religiose e politiche. Voglio solo far presente che le persone incappucciate o appartenenti all’Isis, sono anche giovani europei. L’assassinio di individui innocenti per questi incappucciati è dovuto, fa parte di quella guerra psicologica messa in atto per generare terrore. La guerra psicologica si avvale della violazione della dignità? Certamente. Un fatto che deve provocare il risveglio delle coscienze. (Tratto dal libro di don Chino Pezzoli: Tracce di Moralità”).