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Natale: stare con il Signore

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Afferma lo scrittore Edith Stein: “L’essenziale è solo che ogni giorno si trovi un angolo tranquillo in cui avere un contatto con Dio. Come se non ci fosse nient’altro al mondo!”.  Natale è questo contatto con Dio, il nostro bene, la nostra pace. Guai se il Natale si riducesse a un regalo o agli auguri confezionati in serie. Natale è il Dio con noi, Maria ne è l’esempio.

Come Maria 

Maria, la madre di Cristo, fu la creatura più sensibile e capace di stare con il Signore. Fin dall’inizio della sua vita era nel tempio con Dio e si sentiva la sua “serva”. La preghiera di questa donna ha reso possibile il suo sì all’annuncio dell’angelo che la saluta “piena di grazia”, di Dio.  Il poeta Dante fa un elogio grande a Maria: “… tu se' colei che l'umana natura nobilitasti sì, che 'l suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura”. Era così grande la sua bellezza interiore che Dio stesso entrò in lei, si fece sua creatura. E’ da questo incontro intimo che sorge in tutta l’umanità quella nobiltà o dignità incancellabile. 

Un dialogo intimo 

Non dobbiamo temere che la preghiera ci porti via del tempo. Il tempo per Dio è espressione di sensibilità, di ‘sete’ di Lui. La necessità di Dio, del mistero, del trascendente deve essere simile al bisogno fisico.  La preghiera è un grande mistero, ed è anche un grande dono: a tutti è data la possibilità di dialogare con il Signore. In fondo, tutto il creato, tutte le creature, sono avvolte, partecipano a questo mirabile dialogo. Noi esseri umani, nel tentativo di “contenere” la vastità della vita, siamo giunti a dare un nome a tutto, anche alla morte, all’amore, a Dio, come a qualcosa di tangibile, conoscibile. 

Il mistero della vita 

Ogni tanto, davanti alla realtà del mondo, davanti ai dubbi, alle fatiche del vivere, sentiamo il bisogno, la necessità di sapere, di capire più in profondità qualcosa del mistero della vita, perché ci accorgiamo che alla fin fine le risposte che ci diamo sul male, sulla morte, sulla sofferenza, sull’ingiustizia non arrivano all’essenza, si fermano prima, girano intorno senza toccare mai il centro. E ci siamo anche accorti che forse è proprio la lontananza dalla fonte, il dialogo che abbiamo interrotto con il Mistero, la causa di come va il mondo. Ciò che facciamo, le nostre azioni, le nostre scelte, non nascono da una sorgente di sensibilità, di luce, ma spesso dalla confusione che portiamo dentro di noi. Le nostre azioni quindi non contribuiscono al bene, alla pace. Potessimo con il salmista, all’inizio di ogni giorno, dire: “O Dio all’aurora ti cerco, di te ha sete la mia anima, a te anela la mia carne come terra deserta, arida senz’acqua”. 

A tutti gli amici lettori il mio vero Natale di Cristo con noi

 Don Chino Pezzoli