Promozione Umana

X un sì alla vita

I GRANDI MAESTRI DELL'UMANITA' - Eleanor Roosevelt

« back Notizie | L'opinione di Don Chino

eleanor1

Anna Eleanor Roosevelt nasce a New York il giorno 11 ottobre 1884. La giovane Eleanor rimane presto orfana e in seguito alla morte dei genitori, viene cresciuta a Tivoli, New York, dalla nonna materna. L'ambiente familiare in cui si ritrova non è proprio favorevole: spesso le viene manifestata ostilità. In tale ambito domestico, in occasione di una festa natalizia, incontra il cugino e futuro marito Franklin Delano Roosevelt.

Con l’incoraggiamento della zia Bamie, Eleanor fu mandata ad Allenswood, una scuola femminile nei dintorni di Londra, dove studiò dal 1899 al 1902. Qui conobbe Mademoiselle Marie Souvestre, sua insegnante, che ebbe su di lei notevole influenza. La Souvestre era interessata alle cause liberali e alla questione femminile. Eleanor definì la Souvestre come una delle persone che ebbero maggiore influenza nella sua vita. Nel 1902 incominciò a vedersi con il cugino Franklin, studente di Harvard, frequentazione che proseguì sino al fidanzamento, nel novembre 1903.

Sara Ann Roosevelt, la madre di Franklin, contraria al matrimonio, riuscì a farlo rimandare e nel vano tentativo di far dimenticare Eleanor al figlio, lo spedì a fare un lungo viaggio con gli amici che durò 16 mesi. Tuttavia la maggior parte della famiglia era favorevole all’unione. Il sostegno maggiore venne dallo zio Theodore, che scrisse una lettera a Franklin sostenendolo nella sua scelta.

Il 17 marzo 1905 Eleanor e Franklin si sposarono. Dal matrimonio nacquero sei figli.

La madre di Franklin, futuro presidente degli Stati Uniti, non aveva visto di buon occhio il matrimonio di suo figlio con Eleanor, che considerava timida, non particolarmente carina e poco esperta della vita. Eleanor lasciò che mamma Sara dominasse completamente il primo periodo della sua vita coniugale, sebbene la rendita di Eleanor al momento del matrimonio fosse di poco inferiore a quella del marito e la coppia non avesse dunque alcun bisogno del supporto economico offerto dalla suocera.

Il punto di svolta nella vita di Eleanor ebbe luogo nel 1921, quando il marito contrasse la poliomelite e rimase paralizzato alle gambe. Fu a questo punto che la personalità di Eleanor si impose finalmente su quella della suocera, la quale invitava il figlio a ritirarsi dalla vita politica e a rassegnarsi al suo destino. Eleanor invece convinse il marito ad andare avanti e divenne “le gambe e le orecchie” del marito, conquistandosi uno spazio personale di azione. Dopo che Franklin fu nominato governatore di New York nel 1928, lei cominciò a presenziare le visite a case, ospedali e prigioni per conto del marito.

L’incoraggiamento costante di Eleanor permise a Franklin di tornare alla politica e vincere il governatorato di New York (1929-1933). Quando Franklin  fu eletto alla presidenza (1933-1945) Eleanor divenne la prima first lady attivista. Con conferenze stampa e la sua rubrica quotidiana mantenne un contatto con il pubblico circa le politiche sociali della Casa Bianca.  Convinse il marito a creare il National Youth Administration (NYA), che ha fornito aiuti finanziari agli studenti e la formazione professionale per giovani uomini e donne.

La sua preoccupazione per i neri americani, la spinse a lavorare a stretto contatto con organizzazioni come l’Associazione Nazionale per il Progresso della Gente di Colore (NAACP) e nel 1939 si dimise dalle Figlie della Rivoluzione Americana in segno di protesta poiché l’associazione rifiutò il permesso di cantare nella propria sala concerto di Washington alla cantante nera Marian Anderson.

Quando Franklin D. morì nel 1945, il ruolo di Eleanor Roosevelt, come first lady era finito ma non si ritirò a vita privata e il nuovo Presidente, Harry Truman, che salì alla Casa Bianca dopo la morte di Franklin nel 1945, le chiese di diventare rappresentante per i Diritti Umani presso la Commissione delle Nazioni Unite.

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ha affermato la vita, la libertà e l’uguaglianza a livello internazionale per tutte le persone indipendentemente dalla razza, credo o colore. Il retaggio delle parole di Eleanor e delle sue opere compare nelle costituzioni di molte nazioni, ed in un corpo di leggi internazionali in evoluzione che ora protegge i diritti degli uomini e delle donne in tutto il mondo.

Fino alla sua morte, che giunse il 7 novembre 1962 a 78 anni, continuò a dare il suo appassionato appoggio alla causa dei diritti umani.

“Ieri è storia. Domani è mistero. Oggi è un dono.” (Eleanor Roosevelt)