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IL GIOCO AL MASSACRO, “LA BALENA BLU”

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balena

Nato in Russia come un gioco, o forse come  un’operazione di  pubblicità occulta di una casa , la balena blu, ora sta contagiando diversi paesi europei. 

In che cosa consiste questo gioco?

E’ un gioco terribile che, dopo 50 giorni di prove sempre più perverse, porterebbe al suicidio  ragazzi e ragazze dai 9 ai 17 anni.

Come funziona questo gioco?

Il “gioco” a cui si partecipa attraverso internet, prevede una serie di prove da superare che vengono assegnate da un “tutor”: si comincia da piccoli tagli sul proprio corpo, fino all'automutilazione. L’iniziazione si serve anche dalla visione di film horror, corse notturne, il salto  da un edificio altro, buttarsi nel vuoto e perdere la propria vita,  facendosi filmare da qualcuno. 

Quali sono le regole del “gioco”?

Il gioco prevede  che dopo ogni “sfida” siano su internet cancellate foto o altre prove per procedere al  passaggio allo stadio successivo. Inoltre, l’appartenenza a questo gioco deve essere segreta. Il dialogo avviene solo tra “tutor e giocatore”. Il tutor seduce e guida il giocatore nei gesti auto lesivi che deve procurarsi. Il  tutor per portare al suicidio il giocatore gli  invia video satanici, suicidi, morti violente in modo da condizionare le sua  mente. 

Chi sono le vittime di questo gioco?

Certamente tra le vittime di questo gioco al massacro ci sono ragazzi e ragazze fragili, senza un sufficiente controllo interiore.  Sembra  che siano raggiunti questi soggetti deboli attraverso Facebook , prima si chiede loro l’amicizia e poi si passa alla seduzione e quindi ad una sudditanza esecutiva dei comandi del “tutor”. Un vero esproprio psicologico.

Quali sono le cause?

Il problema principale risiede nel modo in cui, oggi, i ragazzi e le ragazze vedono il loro futuro. La società continua a mandare dei messaggi negativi alle nuove generazioni.  Se non c'è un futuro possibile per loro, l'adozione di comportamenti distruttivi è molto facile.

Come mai il successo di questo gioco?

Per spiegare il successo  di questo "gioco", bisogna partire da un assunto: si può dire che internet sia un grande amplificatore, ma non è il problema: alla radice di questi comportamenti c'è quello che la società comunica. Se la vita non ha senso, allora la si può anche mettere in pericolo.  Così pure fa breccia la spettacolarizzazione presente in queste manifestazioni. Nello scegliere di morire così, i ragazzi ricercano un modo per rimanere immortali, per essere finalmente celebrati e riconosciuti. Non a caso, i ragazzi che si suicidano vengono chiamati "eroi" dalla comunità online che li segue.

I genitori e gli educatori, come devono intervenire?

Gli adulti devono monitorare alcuni comportamenti  dei ragazzi e delle ragazze che possono indicare il disagio interiore, ad esempio: un cambiamento radicale di umore, il rifiuto di frequentare gli amici, di uscire fuori di casa o di andare a scuola, una passività in tutto. Vale la pena tenere sotto controllo  le braccia e il corpo del ragazzo e della ragazza, per verificare se ci sono tagli, ematomi, disegni strani incisi nella pelle. Quando si parla di relazioni con i figli, soprattutto adolescenti, la chiave per capire se ci sia qualcosa che non va è costruire un valido dialogo in cui prevale l’ascolto.

Cosa occorre chiedere ai ragazzi e ragazze? 

Ai giovanissimi  è bene che si chieda spesso come stanno interiormente. Verificare, inoltre, la loro  vita reale e anche  quella virtuale per  intervenire nel caso ci fosse bisogno. Nel caso dei giovanissimi,  è di fondamentale importanza accompagnarli nell'uso responsabile di internet. Attenti soprattutto ai telefonini che si prestano a questo orribile gioco. Importante  è anche insistere con i giovanissimi sul tema della speranza, trasmettendo loro la passione per la vita. Gridare nella loro anima le parole di madre Teresa di Calcutta: “La vita è la vita, amala!”.