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I GRANDI MAESTRI DELL'UMANITA' - Lia

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Gina Galeotti Bianchi partigiana con il nome di Lia, fu uccisa da una raffica di mitra dei nazisti all'alba della Liberazione, il 24 aprile, mentre in bicicletta stava andando all'ospedale di Niguarda per aiutare e dare conforto ad alcuni partigiani feriti. Era incinta di sei mesi del primo figlio. Lia, aveva 32 anni. Aveva iniziato giovanissima la sua attività antifascista e nel 1943 era stata arrestata e deferita al tribunale speciale per essere stata tra gli organizzatori a Milano degli scioperi del marzo contro la guerra. Nel carcere di Parma venne orribilmente torturata per 48 ore ma non rivelò mai i nomi dei suoi compagni. Dopo la caduta del fascismo, Lia era stata liberata e aveva aderito immediatamente alle formazioni  partigiane combattenti della Resistenza. Combattere il fascismo e tornare alla libertà aiutando gli altri era per lei irrinunciabile. Viveva a Milano e quando veniva a trovare i parenti a Suzzara (Mantova) non dormiva mai a casa. Temeva per loro rappresaglie. Però non era mai triste, guardava sempre al futuro con ottimismo era convinta che l'oscurità del fascismo  e nazismo sarebbe stata sconfitta.Lia aveva sposato nel 1938 Bruno Bianchi, anche lui partigiano, e membro della Costituente. Seppe la notizia dell’uccisione di Lia mentre era carcerato a San Vittore.  Bruno soffrì molto per la perdita della moglie e del suo bambino. Il 24 aprile del 1945, come abbiamo già accennato da un camion dei tedeschi partirono raffiche di mitra ma Gina continuò il suo cammino, senza considerare il pericolo. I tedeschi la videro e le spararono con una raffica di colpi che uccise lei e il bimbo di sei mesi che portava in grembo. Colpisce di questa donna che pur essendo  incinta del primo figlio non esitò nemmeno un attimo a lottare fino alla morte per la libertà dell'Italia. Il 19 novembre 2005, nella zona di Niguarda, nei giardini tra via Val di Ledro e via Hermada, il Comune di Milano ha intitolato l'area a Lia. Quegli anni di liberazione sono rimasti impressi nella mente di noi anziani con tanti ricordi, uno in particolare: il coraggio di coloro che hanno perso la vita per fermare le stragi naziste e fasciste. Lia ebbe questo coraggio!