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L' ONESTA'

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onesta

Ho letto recentemente una considerazione  dello scrittore statunitense Henry Louis Mencken: “La differenza fra un uomo rispettabile e un uomo onesto  sta nel fatto che quest’ultimo rimpiange di aver compiuto un’azione indegna, anche quando essa ha dato buon frutto e lui non è stato scoperto”. 

La frase  è un vigoroso attacco contro ogni ipocrita rispettabilità fatta di sole apparenze e opportunità. Lo scrittore aveva di mira gli stereotipi mentali e moralistici e il fariseismo puritano di allora. La sua distinzione tra uomo rispettabile e uomo onesto è inesorabilmente confermata nella storia, a partire dalla parabola del fariseo e del pubblicano.

Vorrei, però, mettere l’accento su un altro aspetto significativo. La vera moralità si misura proprio nel tempo del successo. In quel momento, infatti, è facile essere tentati di considerare la fortuna come ricompensa divina. In tal modo, si mette la sordina sui mezzi adottati, si stende un velo sui compromessi a cui si è andati incontro, si tende a giustificare ogni violazione della correttezza e della stessa morale.

Io ho sempre ritenuto l’onestà un valore molto importante, ma, purtroppo, col tempo mi sto rendendo conto che, come diceva Giovenale, "L’onestà è lodata da tutti, ma muore di freddo". Pertanto, mi chiedo: l’onestà, oggi, è ancora un valore? Cari ragazzi e giovani , partiamo dal principio che  con il termine "valore", intendiamo l’importanza morale che un’azione ha in se stessa o che le viene attribuita da chi la considera tale.

Con il termine  "morale" invece vogliamo  esprimere  ciò che riguarda i costumi, il modo di vivere e  la condotta che ci aiuta a distinguere il bene dal male.  E con il termine “onestà”? Questo termine  ha la stessa radice latina di “onore”, ossia di dignità e ci dà la misura della nostra lealtà e trasparenza.

Le persone oneste vivono rettamente i rapporti famigliari, amicali, non rubano, non danneggiano la natura i beni in comune , non traggono  vantaggi o favoritismi per quello che fanno. Stimano gli altri ,operano lealmente per il loro bene, senza distinzioni culturali o religiose.

Cari ragazzi e giovani, osservando una vecchia foto da bambino, mi è venuto da pensare che ci sono luoghi meravigliosi che non hanno tempo, fatti di colori e passioni, straripanti di incantevoli bellezze e di assolute originalità.  Sono il luogo dove sono nato, che incontro, insieme al mio animo, dentro il soffio della mia vita. Sono luoghi tra la mia povera casa e la chiesa dove ho appreso che la “persona onesta va in capo al mondo”. Cioè va con la testa alta da tutte le parti. Me lo diceva mia madre.