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I GRANDI MAESTRI DELL'UMANITA' - Eleonora Duse

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duse

Nata a Vigevano da una famiglia di attori crebbe e trascorse l'infanzia tra il nomadismo e il dilettantismo della compagnia girovaga del padre Alessandro Vincenzo Duse e della madre Angelica Cappelletto, andando in scena fin da bambina. Nel 1862, Eleonora, a soli 4 anni, interpretò la parte di Cosetta in una versione teatrale de I miserabili.

Nel 1879 entrerà nella Compagnia Semistabile di Torino di Cesare Rossi, dove porterà a maturazione una sua poetica che raccoglieva le eredità del passato ma che insieme rompeva con la tradizione della prima metà dell'Ottocento. È proprio in questo periodo, gli anni ottanta, che la Duse compirà le scelte di repertorio che segneranno il suo percorso artistico e la sua carriera.

La cantante mise in crisi quei temi e valori borghesi, presenti nelle rappresentazioni teatrale liriche. I contenuti che la Duse voleva affrontare erano quelli più spinosi e più rappresentativi della società borghese dell'epoca: denaro, sesso, famiglia, matrimonio, ruolo della donna. Si trattava di contrastare un ritratto di una società perbenista ma in realtà ipocrita, luccicante nella vetrina ma marcia nella sostanza, egemonizzata da un dio-denaro regolatore di ogni rapporto umano; un mondo nel quale è impossibile provare delle emozioni sincere.

Il suo repertorio era moderno e di forte richiamo: dal verismo della Cavalleria rusticana di Giovanni Verga, dove interpretò Santuzza, ai drammi di Victorien Sardou e Alexandre Dumas figlio, che facevano parte del repertorio della grande attrice francese Sarah Bernhardt. Fra le due attrici nacque presto una rivalità che divise i critici teatrali.

Nel 1881 Eleonora Duse sposò Tebaldo Marchetti - in arte Checchi -, attore nella sua compagnia; l'unione, dalla quale nacque una bambina, Enrichetta, si rivelò presto infelice e terminò con una separazione definitiva. Nel 1884 la Duse si legò ad Arrigo Boito, che adattò per lei Antonio e Cleopatra. La relazione con Boito restò sempre segreta e durò, fra alti e bassi, per diversi anni.

In questo periodo, l'attrice frequentò gli ambienti della Scapigliatura, ed il suo repertorio si arricchì anche dei drammi di Giuseppe Giacosa, amico di Boito. Negli anni 1890, Eleonora Duse portò sulle scene italiane i drammi di Henrik Ibsen (Casa di bambolaLa donna del mare).

Nel 1909 Eleonora Duse abbandonò il teatro. Qualche anno dopo, nel 1916, interpretò il suo unico film, Cenere, tratto dall'omonimo romanzo di Grazia Deledda. Pochi mesi prima di morire compì l'ultimo soggiorno a Viareggio, presso la villa dell'armatore Riccardo Garré, nell'agosto 1923; morì nel corso dell'ultima tournée statunitense, a Pittsburgh, il 21 aprile 1924.

Come da lei richiesto, la sua sepoltura si trova nel cimitero di Sant'Anna ad Asolo, cittadina ove aveva una casa nella quale dimorava spesso. Lasciò scritto di volere essere seppellita rivolta verso il Monte Grappa, per amore dell'Italia e dei soldati che aveva assistito durante la Prima Guerra Mondiale Il Museo civico di Asolo conserva ed espone ritratti e lettere autografe dell’attrice, oggetti, libri e arredi personali “Se vista di cieli azzurri ti riempie di gioia, se le cose semplici della natura hanno un messaggio che tu comprendi, rallegrati, perché la tua anima è viva”.