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I GRANDI MAESTRI DELL'UMANITA' - Christiane Nusslein Vholard

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christiane

Nata nel 1942, Christiane crebbe nella zona sud di Francoforte a due passi dalla foresta, libera di scorrazzare tra gli arbusti. Già in tenera età, però, pareva determinata: all’età di dodici anni aveva le idee chiare, sarebbe diventata una biologa. I suoi docenti del liceo, nei loro report, la descrivono come una studentessa dotata di un’intelligenza sopra la media, di un giudizio critico e qualificato e di talento innato per i lavori scientifici. 

Era l’unica in famiglia appassionata di scienze.  Eppure Christiane, di temperamento tutt’altro che solitario, non era per niente intenzionata a scoprire da sola l’universo verde: riferiva costantemente delle sue letture scientifiche al papà architetto e alla mamma pittrice, entrambi affascinati dalla musica.

Riservata e poco incline a mettersi in mostra, finì per la prima volta al centro dell’attenzione durante la cerimonia di consegna del diploma di maturità. In quella circostanza, dopo aver tenuto un discorso sul “Linguaggio degli animali”, raccolse numerosi consensi, un motivo in più per perseguire con studi,  in quella direzione.

Trasferendosi nel 1964 a Tubinga, davanti a lei si aprì  la possibilità di portare avanti studi avanguardistici sulla biosintesi delle proteine . Con il collega Wieschaus introdusse in biologia il concetto di " Grande Scienza ", conducendo un ambizioso progetto di mutagenesi su larga scala per portare un importante contributo alla comprensione del programma di sviluppo embrionale del moscerino della frutta Drodophila melanogaster. 

A lei, il merito di aver compreso che i geni omeotici (geni di controllo di una serie di altri geni adibiti allo sviluppo di un organismo) non sono gli unici a compiere la stessa funzione nella Drosophila (moscerino). Il suo corpo, come quello di ogni altro organismo superiore, presenta un certo numero di assi, perciò, lo studio dei mutanti del moscerino ha permesso di chiarire quali sono i geni necessari per lo sviluppo dei vari assi.

Una scoperta sensazionale, che guidò la scienziata dritta al Nobel. Durante la cerimonia di consegna, non nascose quanto il lavoro degli ultimi anni fosse stato frustrante; tuttavia, sottolineò anche come, allo stesso tempo, la gioia di aver compreso qualche mistero della scienza l’avesse ripagata di ogni fatica. “Questo animale ( Il moscerino)  è stato estremamente collaborativo nelle nostre mani e ci ha rivelato alcuni dei suoi più reconditi segreti”, commentò nel suo discorso.
Oggi, all’età di settantaquattro anni, Christiane Nüsslein-Volhard vive nei pressi di Tubinga in un ex monastero del XIV secolo. È lì che alleva alcuni pesci zebra: dopo una vita dedicata ai moscerini, sono loro i suoi ultimi compagni di studio.