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I GRANDI MAESTRI DELL’UMANITA’- Clara Eissner Zetkin

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Clara Eissner Zetkin, nata a Wiederau5 luglio 1857, morta a Archangel'skoe20 giugno 1933, è stata una politica tedesca. Fu esponente socialista e combattente per i diritti delle donne. Visse battendosi per l'emancipazione femminile e teorizzò la liberazione delle donne dalla sudditanza maschile come parte fondamentale dell'emancipazione del proletariato. Scrisse “La questione femminile e la lotta al revisionismo”.
La socialdemocratica tedesca Klara Zetkini,  decise di istituire l’8 marzo  la "Giornata internazionale della donna". Scopo dell'iniziativa era quello di ottenere per le donne parità di trattamento rispetto agli uomini. In particolare, le socialiste chiedevano l'estensione del diritto di voto.

In seguito alle leggi antisocialiste, promulgate nel 1878 dal Cancelliere Otto von Bismarck, Clara si trasferì a Zurigo e poi, nel 1882, a Parigi. Qui adottò il cognome del suo compagno, il russo Ossip Zetkin, il quale morì nel 1889. Successivamente, Clara si sposò con l'artista Geog Friedrich Zundel. Sono questi gli anni di rifondazione dell'Internazionale socialista, la cosiddetta "Seconda Internazionale", nella quale Clara Zetkin svolse un ruolo importante.

Impegnata nella battaglia per l'emancipazione della donna, scrisse La questione femminile e la lotta al revisionismo, anticipò le rivendicazioni che oggi vanno sotto il nome di "pari opportunità", si batté per il suffragio universale di entrambi i sessi. Nel 1907, assunse la direzione dell'Ufficio per le politiche femminili da dove diede impulso alla Giornata Internazionale della Donna, l'8 Marzo.

Sulla scelta dell' 8 Marzo come ricorrenza, le opinioni, però, divergono. La tradizione socialista afferma che la scelta fu fatta per richiamare il grande sciopero dell'8 Marzo del 1848, quando le lavoratrici dell'industria dell'abbigliamento di New York proclamarono uno sciopero cui parteciparono trentamila donne: la più gigantesca manifestazione femminile che si fosse mai avuta negli Stati Uniti. Le scioperanti reclamavano il rispetto dei loro diritti politici e sociali: diritto al voto, riduzione dell'orario di lavoro, dalle 12 alle 8 ore, il riposo settimanale, un regolare contratto e una retribuzione rispondenti agli accordi sindacali.

Durante la Prima guerra mondiale, Clara Zetkin  fu  tra i più attivi critici della cosiddetta "Burgfrieden", la politica di collaborazione adottata dalla Socialdemocrazia nel periodo bellico. Tra le varie iniziative antimilitariste, Clara organizzò, nel 1915, la Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste contro la Guerra. A causa di questa manifestazione, fu imprigionata. Nel 1916, fu tra coloro che abbandonarono l'Spd e diedero vita al Partito socialdemocratico tedesco indipendente, Uspd. Nel 1919, fu tra i fondatori del Partito comunista tedesco, Kpd, del quale fu deputata dal 1920 al 1933.

Dal 1921 al 1933, fu membro del Comitato esecutivo dell'Internazionale comunista, il Komintern, e, dal 1925, presidente della Rote Hilfe, il Soccorso rosso.  All'avvento del Nazismo, fuggì in Unione Sovietica, dove morì nel 1933 ad Achangelskoe, vicino a Mosca. È sepolta sotto le mura del Cremino.