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I GRANDI MAESTRI DELL’UMANITA’ - Gertrude Belle Elion

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Gertrude nacque a New York 1918 – morì a Chapel Hill (North Carolina) 1999.  Gertrude, detta Trudy, nacque da genitori ebrei, emigrati dall’Europa dell’Est, il padre dalla Lituania e la madre dalla Russia, e visse un’infanzia felice nel Bronx, con il fratello più giovane. La morte per cancro del nonno, avvenuta quando lei era un’adolescente, fu per lei la motivazione della sua scelta, occuparsi da grande di questa malattia. Non ha mai più smesso di pensarci. Scrive: “Mi resi conto che, in quanto donna, le porte universitarie erano chiuse. Nessuno mi prendeva sul serio, il mondo non stava affatto aspettando me…”

Alla Johnson & Johnson, mentre controllava l’acidità dei cetriolini e studiava le muffe della frutta, imparava a usare tecniche e strumenti. Si era innamorata e progettava di sposarsi, quando il fidanzato si ammalò di endocardite batterica e morì, solo due anni prima che fosse disponibile la penicillina che avrebbe potuto curarlo e questo convinse Gertrude ancora di più dell’importanza delle scoperte scientifiche.

Lei non si sposò mai, all’epoca per le donne non era facile avere una famiglia e una carriera, se avevano figli dovevano restare a casa. Nel 1944, però, poiché molti uomini erano partiti per la guerra, fu assunta per 50 dollari alla settimana dai Burroughs Wellcome Laboratories come assistente del chimico George Hitchings, con cui lavorò per 40 anni. Hitchings fu un vero mentore: dalla chimica organica allargò i suoi orizzonti alla microbiologia, biochimica, farmacologia, immunologia, virologia.

Provò a conseguire il dottorato, ma avrebbe dovuto rinunciare al lavoro, non se lo poteva permettere. A lungo, nonostante i successi, si sentì inadeguata. Questo non le impedì di mettere a punto un metodo rivoluzionario. Invece di saggiare l’attività di molecole scelte a caso, con Hitchings, cercava di individuare le differenze biochimiche di cellule umane sane e tumorali, e quelle di batteri, protozoi e virus, e poi di sviluppare farmaci che bloccassero selettivamente la replicazione delle cellule tumorali o dei patogeni.

Gertrude e  Hitchings  sintetizzarono la diaminopurina, che interferisce con il metabolismo degli acidi nucleici, la 6-mercaptopurina, primo chemioterapico efficace nel trattamento della leucemia infantile, tuttora usato oggi contro alcune forme di cancro. E tra varie molecole attive contro la malaria e la gotta, a lei si deve l’azatioprina, un immunosoppressore in grado di evitare i rigetti  dei trapianti.

Nel 1967 prese la direzione del dipartimento di terapia sperimentale dei laboratori Wellcome, nel 1983 andò in pensione, ma fino alla morte continuò a farvi ricerca da scienziata emerita e da consulente. Così fu lei a coordinare lo sviluppo dell’AZT, il primo medicinale utilizzato contro l’Aids. Sembra una vita di puro lavoro, anche se in laboratorio non le sembrava di lavorare, ma i colleghi ricordano una Trudy allegra e paziente nell’insegnare ai giovani.

Nel 1988, insieme a James Black, lei e Hitchings ricevettero il premio Nobel per la Medicina, inusuale per ricercatori di un’azienda privata. Ma una sola delle sue scoperte bastava a giustificare il premio, presto seguito da 25 lauree e dottorati honoris causa. Aveva anche ottenuto 45 brevetti e nel 1991 fu inserita nel National Inventors Hall of Fame: ancora una volta era la prima donna.