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I GRANDI MAESTRI DELL'UMANITA' - Wangari Maathai

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Wangari questa grande donna senegalese nacque a Nyeri 1940 – e morì a Nairobi  nel 2011.E’ stata la prima donna africana a vincere il Premio Nobel per la Pace. Molte persone ritengono Maathai una ambientalista, una donna che piantava alberi. In realtà, il suo attivismo ambientalista dava potere alle donne, sostenendo la democrazia e proteggendo la terra.

Era la principale ambientalista e difensore dei diritti delle donne in Kenya. Affermava che le donne hanno una connessione unica con l’ambiente e che le violazioni dei diritti umani delle donne accentuano il degrado ambientale.In tutta l’Africa, come in molta parte del mondo, le donne sono responsabili della coltura dei campi, decidendo cosa piantare, coltivando i raccolti e raccogliendo il cibo.

 Sono le prime ad accorgersi dei danni ambientali che deteriorano la produzione agricola. Se il pozzo si prosciuga, le donne sono le più interessate a cercare nuove fonti di acqua e sono loro che devono camminare più lontano per raccoglierla. Come madri, le donne sono le prime a sapere quando il cibo con cui nutrono i loro figli è inquinato da sostanze inquinanti o impurità, perché lo vedono nelle lacrime dei loro figli e lo sentono nelle grida dei loro bambini.

Per questo Maathai ha fondato il Green Belt Movement. Durante l’Earth Day 1977, ha lanciato da sola una campagna per rimboschire il Kenya. Sperava così di bloccare l’erosione del suolo e di fornire una fonte di legname per le case e di legna e per cucinare.

Ha distribuito pianticelle alle donne rurali e ha ideato un sistema di incentivi per ogni pianta che sopravviveva. Ha incoraggiato i contadini, di cui il 70% donne, a piantate delle green belts (cinture verdi) di protezione per bloccare l’erosione del suolo, fornire ombra, ed essere una fonte di legname e combustibile.

Il suo impegno fu messo a dura prova quando il presidente Daniel arap Moi decise di erigere un grattacielo di 60 piani nel centro del parco più grande di Nairobi. L’edificio, adibito a uffici, doveva essere un monumento a Moi, e i progetti prevedevano che l’area di accesso fosse adornata da una statua del presidente, alta due piani, che avanza verso il futuro. 

Quando Maathai ha reso pubblica la sua campagna contro questa iniziativa, le forze di sicurezza sono andate al suo ufficio e a casa, minacciando di arrestarla. Quando si è rifiutata di essere messa a tacere, è diventata il bersaglio di una campagna di intimidazioni orchestrata dal governo.

 Maathai, come risposta, ha organizzato nel parco stesso una manifestazione di donne anziane. La polizia antisommossa ha vessato, umiliato, picchiato, gettato lacrimogeni e arrestato Maathai e le sue compagne. Quell’atto di sfida è costato a Maathai la sua posizione nei confronti di un governo che deteneva tutti i poteri, i suoi finanziamenti e il suo lavoro. Ma la protesta pacifica che ha guidato quel giorno è diventata un grido di guerra per le donne attiviste e ambientaliste. 

Maathai fu una donna imponente, creativa, coraggiosa e piena di amore che ha lottato per il rispetto della natura e ha suggerito alla sua gente il valore della vita. La tenacia di questa donna ha fatto piantare acacie, non conifere nelle coltivazioni, per non inquinare con il terriccio portato dall’acqua assorbita nei campi i fiumi. Ciò non piacque all’industria coloniale del legname. Questa grande donna portò la rivoluzione ecologica nel Kenya.

“Possiamo lavorare insieme per un mondo migliore con gli uomini e le donne di buona volontà, quelli che irradiano la bontà, l’interesse del genere umano”.  (Wangari Maathai)