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Natale, il Dio con noi

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Il silenzio è il primo passo verso l'incontro con Dio. La necessità di un silenzio delle parole è predicata da santi e maestri spirituali, poiché la lingua è spesso occasione di dispersione inutile, di distrazione. Tacere è sospendere le parole, cercare l'allontanamento dalla civiltà del rumore e dall'attivismo sfrenato. Il silenzio esteriore restituisce al corpo, alla mente e allo spirito quella calma necessaria per avvertire in noi la presenza di Dio.

L'uomo contemporaneo ha paura del silenzio, perché consciamente o inconsciamente, ha eliminato Dio. C'è un silenzio vuoto e un silenzio pieno. Il silenzio vuoto è freddo e incute paura, perché in esso facciamo i conti con le nostre povertà. Il silenzio pieno è il silenzio abitato da Dio; è quello spazio di fiducia e d’intimità in cui lasciamo entrare in noi il Signore e allora il vuoto si riempie d’amore, di verità e vita. Il credente sa che solo attraverso la dura disciplina del silenzio si può giungere a percepire, essere sensibili alla presenza di Dio.                                        

Dio tarda a farsi sentire. Quando tutto tace, quando nella solitudine e nell'abbandono del silenzio più totale non si sente la voce di Dio, si vive nell'attesa di un segno. La consolazione sarà comprendere che se Dio tace, tace per amore, e se parla, parla per amore. Dopo il tempo della prova, ecco che il silenzio, improvvisamente, inaspettatamente, diventa una chiara eco della Sua presenza. Dio quando riprende a parlarci trova in noi più attenzione e sensibilità. Noi siamo fatti così, ci vuole il silenzio, questo vuoto di Dio per poi riavvertire la sua presenza.                                                                                             

Il Natale sta a dirci che Dio è presenza. Viviamo perché Dio vuole in ogni istante il miracolo della nostra esistenza. Non ci ha voluto solo al momento del nostro concepimento, ma questa sua volontà si estende nel tempo, ci accompagna ogni giorno. Non solo. Dio opera silenziosamente nelle profondità delle nostre anime.  La fede che professiamo, la carità che facciamo, la speranza che possediamo sono possibili perché siamo in lui, con lui.  San Paolo ha riassunto in poche parole questo miracolo del Dio con noi: “Per me vivere è Cristo”.  

Il mio augurio per Natale? Che possiate conservare in voi la tenerezza per il passato, che possiate fare scorta di coraggio per il presente, e trovare nel cuore la speranza per il futuro. E il fervido auspicio che ogni calice possa traboccare di benedizioni eterne, e che ogni strada della vostra vita possa condurre alla pace, all’amore e alla serenità, che possiate ripetere in ogni attimo fuggente: “Signore tu sei con me!”