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I poveri, sempre più soli

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Quanti poveri! C’è un popolo di miseri: vecchi soli, ammalati, pazzi, tossicomani, stranieri disperati nei dormitori, sui marciapiedi delle nostre città. Basterebbe inciampare nella loro miseria per fermarsi, accorgersi. Non basta che inciampino alcuni preti e religiosi, ed alcune persone sensibili. Tutti dobbiamo fermarci e guardare al nuovo lazzaretto di questo millennio.

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Alcuni sono rimasti soli con i loro poveri, mentre gli schieramenti politici normalmente sanno solo parlare dei poveri sino alla nausea.  Vale ancora il consiglio evangelico: “Chi ha due tuniche ne dia una a chi non ne ha e chi ha da mangiare faccia altrettanto”.  L’impressione è che chi ha due tuniche s’impossessi anche della terza, quarta …

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I poveri non accettano che la loro povertà sia beffeggiata dallo spettacolo degli epuloni che sperperano e gozzovigliano ovunque. Non tollerano lo sfarzo della ricchezza, l’ostentazione del lusso, l’arroganza di chi scialacqua soldi in gozzoviglie e crapule. I poveri non si rassegnano a non avere una casa, un letto e un pezzo di pane per sfamare i loro piccoli. Il loro grido di miseria è continuo, spezza il cuore, sale fino a Dio. Lui lo ascolta...

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I poveri non si rassegnano a vivere nella miseria, nel più squallido abbandono, quasi che la loro indigenza fosse una colpa, un marchio indelebile da portare sulla loro pelle. Si ribellano, affidano le loro vite a un barcone e si presentano nelle nostre piazze di giorno e di notte si riparano negli androni, negli scantinati per salvare loro stessi e i figli.                                    

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I poveri osservano i ricchi e nella loro mente accresce sofferenza e ribellione. Non tollerano questa grave ingiustizia!  Non dimenticherò mai ciò che mi disse una mamma senegalese con tre bambini attaccati al suo lunghissimo grembiule: “Potessero almeno mangiare questa sera i mie figli”.

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Ricordo anche ciò che mi raccontò poco tempo fa un ragazzo di nove anni: “Siamo così poveri che a Natale mio padre è uscito di casa, fece un rumore come se avesse sparato un colpo di pistola, poi rientrò in casa dicendo: “Mi dispiace, cari ragazzi, ma Babbo Natale si è suicidato”.