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I GRANDI MAESTRI DELL'UMANITA' - Elsa Morante

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Elsa Morante nata  a Roma, 18 agosto 1912  è stata una scrittrice, saggista, poetessa e traduttrice italiana, considerata da alcuni critici una tra le più importanti autrici di romanzi del secondo dopoguerra.

La formazione della scrittrice si interrompe con il diploma liceale, dato che la scarsità di mezzi economici le impedì la frequenza dell'Università, dove si era iscritta a Lettere; la Morante collabora nel frattempo con riviste e quotidiani (quali il "Corriere dei Piccoli" e il "Meridiano di Roma") su cui compaiono le sue prime prove, dove dimostra di possedere notevoli ed innate doti letterarie in brevi racconti, soprattutto per bambini.

Nel 1936 incontra Alberto Moravia, che diventerà suo marito nel 1941. Nello stesso anno la scrittrice pubblica il suo primo libro, Il gioco segreto (una raccolta di racconti), e l’anno successivo Le bellissime avventure di Caterì dalla trecciolina, una fiaba illustrata dalla mano della stessa autrice.

Di questi anni, sono gli abbozzi delle prime pagine di Menzogna e sortilegio, per ora ancora intitolato Vita di mia nonna. La coppia Moravia-Morante frequenta l’ambiente artistico romano, trascorrendo la propria giornata insieme alle personalità di riferimento per la produzione letteraria dell’epoca: da Pasolini a Bassani, da Bertolucci a Saba.

La Morante ha ormai acquisito la consapevolezza sempre più drammatica che la realtà tutta sia dominata da un potere economico che distrugge ogni bellezza, da ingiustizia e crudeltà che sembrano sopraffare gli stessi valori della vita. Sono idee che ha già raccolto in vari saggi (riuniti nel volume postumo Pro e contro la bomba atomica e altri scritti, 1987), ma che trovano la loro vera destinazione nel romanzo del 1974 La Storia.

Proprio in questo libro racconta la Storia, decisa dai potenti, l’umilissima storia degli indifesi e degli innocenti. Vittime esemplari delle guerre e di tutti i soprusi, essi si presentano ai lettori con la loro mitezza sopraffatta dall’orrore: si tratta di una povera madre, Ida, che cerca di salvare i suoi figli, Nino e, soprattutto, il piccolo Giuseppe, vero centro ideale e artistico del romanzo.  Il libro conquistò un numero enorme di lettori mentre divise il mondo della cultura fra giudizi entusiasti e negativi.

Nel 1962 si separa in modo definitivo da Moravia, ed entra in una fase di depressione e difficoltà emotive, che non le impediscono di pubblicare, nel 1968, Il mondo salvato dai ragazzini, una originale raccolta di canzoni e poemi esplicitamente rivolta al pubblico adolescente che, negli anni della contestazione, è agli occhi della scrittrice "l'unico pubblico che ormai sia forse capace di ascoltare la parola dei poeti". 

Anche in questa fase depressiva la Morante non abbandona l'impegno sociale e il lavoro su narrazioni di ampio respiro. L'ultimo romanzo di Elsa Morante fu Aracoeli. Poco prima della fine della stesura del romanzo, cadendo, si procurò una frattura al femore, che la costrinse lungamente a letto. Dopo l'uscita del libro scoprì di essere gravemente ammalata. Ricoverata in clinica, fu sottoposta a una complessa operazione chirurgica, che però non le giovò molto. Morì nel 1985 a seguito di un infarto.

“La peggiore violenza contro l’uomo è la degradazione dell’intelletto.” (Elsa Morante)