Promozione Umana

X un sì alla vita

I GRANDI MAESTRI DELL'UMANITA' - Oriana Fallaci

« back Notizie | L'opinione di Don Chino

oriana 1

La giornalista italiana più conosciuta e apprezzata al mondo. Lei stessa si presenta: “Sono nata a Firenze il 29/6/1929 da genitori fiorentini: Tosca ed Edoardo Fallaci. Da parte di mia madre, tuttavia, esiste un “filone” spagnolo: la sua bisnonna era di Barcellona. Da parte di mio padre, un “filone” romagnolo: sua madre era di Cesena. Connubio pessimo, com’è ovvio, nei risultati temperamentali. Mi ritengo comunque una fiorentina pura. Fiorentino parlo, fiorentino penso, fiorentino sento. Fiorentina è la mia cultura e la mia educazione. All’estero, quando mi chiedono a quale Paese appartengo, rispondo: Firenze. Non: Italia. Perché non è la stessa cosa”.

Nonostante le condizioni della famiglia non fossero agiate, i pochi risparmi venivano investiti nell’acquisto di libri. Oriana Fallaci ebbe per tutta la vita una grande passione per i libri: “Quando sono in una stanza senza libri mi sembra d’essere in una stanza vuota”.

La sua era una famiglia di antifascisti militanti. Il padre era iscritto al Partito socialista italiano (PSI) da quando aveva 17 anni: “Ho avuto la fortuna di essere stata educata da due genitori molto coraggiosi. Coraggiosi fisicamente e moralmente. Mio padre, si sa, era un eroe della Resistenza e mia madre non gli è stata da meno”.

Dopo la caduta del regime fascista, nel luglio del 1943, suo padre entrò nella Resistenza e portò con sé la figlia che aveva 14 anni. Con la sua bicicletta e il nome di battaglia “Emilia”, Oriana Fallaci affiancò il padre in varie operazioni, fece da staffetta consegnando ai compagni partigiani armi, giornali clandestini e messaggi.

Oriana ebbe una vita straordinaria, di cui i più giovani sanno pochissimo e quel che sanno è per via delle cose che scrisse e disse negli ultimi dieci anni della sua vita. Dall’11 settembre 2001 dopo l’attentato alle Torri Gemelli fu oggetto di critiche e polemiche, ma le sue affermazioni e analisi sull’ Islam.

La rabbia e l'orgoglio è il primo libro de "La Trilogia di Oriana Fallaci" (gli altri due sono La forza della ragione e Oriana Fallaci intervista sé stessa - L'Apocalisse). Il libro è la versione estesa dell'articolo apparso sul quotidiano Il Corriere della Sera il 29 settembre 2001 in seguito all'attacco alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001.

Il libro ha avuto straordinario successo in tutto il mondo vendendo milioni di copie (arrivando alla ventottesima ristampa) e segnando il ritorno di Oriana Fallaci sulla scena internazionale dopo un silenzio lungo dieci anni. La scrittrice stava preparando il romanzo Un cappello pieno di ciliege (poi pubblicato postumo), quando l'allora direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli la convinse a pubblicare i suoi pensieri riguardo ai temi legati all'11 settembre: gli Stati Uniti, l'Italia, l'Europa e l'Islam.

Muore a Firenze il 15 settembre del 2006, aveva 77 anni, era afflitta da alcuni anni da un male incurabile. La Fallaci è deceduta nella casa di cura Santa Chiara, una clinica privata, nel centro storico fiorentino, dove era ricoverata.

“Non capite o non volete capire che se non ci si oppone, se non ci si difende, se non si combatte, la Jihad vincerà. E distruggerà il mondo che bene o male siamo riusciti a costruire, a cambiare, a migliorare, a rendere un po’ più intelligente cioè meno bigotto o addirittura non bigotto. Distruggerà la nostra cultura, la nostra arte, la nostra scienza, la nostra morale, i nostri valori, i nostri piaceri”. (Oriana Fallaci)