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Perché tanti poveri ?

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“I POVERI li avete sempre con voi”, disse Gesù Cristo nel I secolo. (Matteo 26:11) Sin dai tempi di Gesù c’è sempre stato un numero notevole di poveri. Ma perché in un mondo in cui c’è tanta ricchezza la povertà colpisce così tante persone? Alcuni ritengono che si diventi poveri per aver preso decisioni sbagliate. Questo però è vero solo in certi casi. Chi si abbandona a vizi come alcol, droga e gioco d’azzardo può facilmente perdere i propri beni. Ma non tutti sono poveri a motivo di scelte sbagliate.

Cause della povertà

Molti, ad esempio, hanno perso il lavoro a causa di ridimensionamenti che avvengono nell’industria. Molti lavoratori hanno visto i risparmi di una vita andare in fumo a causa di stipendi precari, lavoro occasionale, invalidità o malattie irreversibili o per il decesso di un famigliare che sosteneva la famiglia.  E quanto alle centinaia di milioni di persone ridotte in miseria nei paesi in via di sviluppo, nella maggioranza dei casi sono povere senza averne nessuna colpa. Le cause della povertà spesso vanno al di là della volontà delle vittime, come mostra quanto segue.

I ricchi sempre più ricchi

L’economia mondiale si va dicendo che si è ripresa, i ricchi sono sempre più ricchi. Tuttavia i beni prodotti sono disponibili soprattutto a una classe sociale benestante. L’abbondanza dei bene non sono distribuiti equamente, i poveri hanno poche opportunità di ricevere il necessario per una vita dignitosa. La moltiplicazione dei pani e dei pesci evangelica che trovò giustizia nella distribuzione ora non avviene, alcuni portano via nove ceste di pane su dieci, lasciandone una a tutti gli altri. Il miracolo per sfamare l’umanità c’è, non c’è la suddivisione giusta dei beni

I giochi egoistici

 Le notizie sulla fame e la povertà che affliggono i paesi in via di sviluppo sono così comuni che molti si stancano di leggerle. Tuttavia, quando i profughi sono costretti a soffrire la fame a causa della guerra, quando si lascia che per ragioni politiche enormi scorte di cibo vadano a male e quando il mercato obbliga ad alzare i prezzi dei beni di prima necessità a livelli inaccessibili per i poveri, vediamo i risultati di un sistema incapace di prendersi cura dei più deboli. La struttura economica mondiale trascura milioni di esseri umani che sono indigenti.

Dio e il grido dei poveri

Circa 3.000 anni fa, un acuto osservatore giunse a questa conclusione: “Io stesso tornai a vedere tutti gli atti di oppressione che si compiono sotto il sole, ed ecco, le lacrime di quelli che erano oppressi, ma non avevano confortatore; e dalla parte dei loro oppressori c’era il potere, così che non avevano confortatore”. (Ecclesiaste 4:1) In questi tempi di opulenza, ci sono ancora tantissimi “atti di oppressione” economica. Oggi milioni di persone hanno scarse opportunità di emergere dagli abissi della povertà. Ciò nonostante, si avverta un risveglio, migliaia di poveri si mettano in cammino non vogliono morire ai margini della società, attendono con ansia di vivere una vita migliore in futuro. Lo scoraggiante spettacolo dei profughi sta a dire che il grido dei poveri sale a Dio che butta in loro tanto il coraggio e speranza per il loro futuro. L’egoismo vuole fermare questo slancio di salvezza, non ce la fa: la vita è più forte della morte.