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I GRANDI MAESTRI DELL'UMANITA' - Simone de Beauvoir

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Simone de Beauvoir nacque a Parigi il 9 gennaio 1908, è stata una scrittrice, saggista, filosofa, insegnante e accanita femminista francese.
Precoce fu la passione per lo studio, iscritta al cattolico Istituto Désir, diventò un'allieva esemplare, e decise – fatto allora insolito – di continuare a studiare e di dedicarsi all'insegnamento.
Si iscrisse nel 1926 alla Sorbona, laureandosi con una tesi su Leibniz, ottenendo nel 1929 l’idoneità all'insegnamento riservata ai migliori allievi francesi in filosofia. All'università incontra, nel luglio 1929, colui che, senza matrimonio né convivenza, diventerà il compagno della sua vita, il filosofo esistenzialista Jean-Paul Sartre.
Inizia a insegnare nel 1930, prima a Marsiglia, poi a Rouen, infine a Parigi, dove chiuderà la propria carriera di docente nel 1943, licenziata ed interdetta a vita dall'insegnamento per corruzione di un minore. Molto importanti saranno dal 1930 in poi le sue esperienze di viaggio in vari continenti per la sua formazione intellettuale.
Con Sartre compie i suoi primi viaggi, in Spagna, in Italia, in Grecia, in Marocco; nulla sfugge a questi due intellettuali degli eventi culturalmente significativi di questo periodo, si appassionano al cinema e al jazz e vivono con partecipazione i grandi rivolgimenti politici di quegli anni: il nazismo in Germania, la guerra civile spagnola del 1936, la seconda guerra mondiale.
Durante la guerra, Simone de Beauvoir rimane a Parigi, occupata dai nazisti, e condivide con Sartre la breve esperienza del gruppo di Resistenza "Socialismo e Libertà". Dopo la Liberazione entra a far parte del comitato di redazione della rivista Les Temps Modernes, insieme a Sartre e altri.
Nel 1947 si reca negli Stati Uniti per una serie di conferenze e incontra lo scrittore Nelson Algren, con cui stabilisce un intenso rapporto d'amore. Compie altri viaggi significativi (Brasile, Cuba, Cina, Unione Sovietica) e ritorna molto spesso in Italia con Sartre.
Dopo Il secondo sesso (1949), ormai famosa in tutto il mondo, Simone de Beauvoir, per le particolari posizioni assunte come scrittrice e come donna, è oggetto di grande ammirazione ma anche di aspre polemiche. Allo scoppio della guerra di liberazione algerina, prende posizione a favore di questa lotta, cosa che renderà il suo isolamento ancora più pesante.
Simone de Beauvoir morì il 14 aprile 1986 e venne seppellita nel cimitero di Montparnasse di Parigi accanto al suo compagno di vita Jean-Paul Sartre, morto sei anni prima, il 15 aprile 1980. Radicalmente atea come Sartre, ne La Cérémonie des Adieux aveva scritto a riguardo della morte di colui col quale aveva condiviso gran parte della sua esistenza e delle sue idee: “La sua morte ci separa. La mia morte non ci riunirà. È così; è già bello che le nostre vite abbiano potuto essere in sintonia così a lungo”.

La letteratura francese ricorda questa scrittrice per la sua incessante lotta per la liberazione delle donne. Scriveva: “L’umanità è maschile e l’uomo definisce la donna non quanto tale ma in relazione a se stesso; non è considerata un essere autonomo”.