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FRAGILITA

Abbiamo in comune un limite: la fragilità neuro-psichica. Una fragilità che ormai ha raggiunto una fascia numerosa di persone. Le conseguenze sono riscontrabili in patologie depressive, ansiogene, in disturbi di personalità. Questo malessere psichico sta alla base delle dipendenze: alcol, droga, psicofarmaci.  Le cause di questo cedimento neuro-psichico si devono cercare nella mancata maturità complessiva della persona a livello fisico, intellettivo, volitivo, volitivo, etico e spirituale.  Ecco alcuni livelli di recupero delle risorse interiori.

Livello fisico. Il corpo va difeso da tutto ciò che li danneggia: stress, ansia, tensioni, scompensi nutritivi, affetti negativi, droga, disordine. Il corpo va nutrito adeguatamente, ricevere il giusto riposo e un movimento giornaliero per rafforzare il Sistema Nervoso Centrale. Di qui il valore dello sport, del lavoro manuale, delle camminate impegnative. E’ di grande utilità l’esercizio percettivo: guardare, udire, toccare, annusare, gustare.

Livello intellettivo. Il corpo e la mente devono trovare sviluppo, evoluzione attraverso gli interessi, le conoscenze, l’arte, lo spettacolo. Dobbiamo Attendiamo sempre promuovere la intellettiva e psichica attraverso la riflessione, l’elaborazione dei vissuti che assicurano nella mente la coscienza e il sapere. Si riflette purtroppo poco e male, determinando uno stato abitudinario che fa pensare e scegliere sempre lo stesso agire.

Livello volitivo - affettivo. Il voler bene a qualcuno vale, come vale la consapevolezza che qualcuno ci vuole bene. Così pure ha valore la fiducia in se stessi e negli altri, l’ottimismo nelle relazioni familiari, amicali e sociali, l’entusiasmo nell’affrontare l’attività lavorativa, la speranza nei momenti difficili, l’attenzione alla sofferenza, alla collaborazione che promuove una società umana e adulta.

Livello etico.  La coscienza o capacità di valutare il male e di scegliere il bene personale è indispensabile. Le istituzioni sono chiamate a proporre i valori come la giustizia, la verità, il perdono, l’armonia nei rapporti umani. E rifiutare i limiti dell’odio, dell’ingiustizia e della superficialità che portano all’egoismo sociale personale.

Livello esemplare. E’ importante essere se stessi, avere una vita personalizzata che fa alcune scelte valide e le porta avanti. Spesso la forza di alcune mode ci fanno essere discontinui, vulnerabili ai miti, alle mode. E’ in atto la sindrome del burattino manovrato dai condizionamenti esterni.  Francesco Alberoni suggerisce di “strappare dalla nostra anima questo male del vivere”. Cioè l’insoddisfazione di una vita già fatta, confezionata, disordinata, male.

Livello spirituale. Costa fatica credere. Il materialismo filosofico ha cercato di sopprimere il “senso religioso” e ha lasciato vuoti interiori e domande fondamentali senza risposte, nonché insicurezze incolmabili. Gli stessi psicologi, psichiatri s’interrogano sulle conseguenze di questo nichilismo culturale che spesso mette in pericolo il perché del vivere e spesso porta a regressioni e a gesti autolesivi.

Concludo ricordando quanto dice Il giornalista G. Zois: “Noi abbiamo la natura dei girasoli, chiamati alla luce, alla vita, alla speranza rinnovata di nuovi giorni e di nuovo calore”. L’esigenza religiosa rimossa, riaffiora con inaspettata vitalità. Si fa sentire come un appello verso l’assoluto in grado di appagare le molte attese insoddisfatte.