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I GRANDI MAESTRI DELL’UMANITA’ - Ernest Bergman Ingmar

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Ernst Ingmar Bergman nato a Uppsala (Svezia) 14 luglio 1918 , morto a  Fårö (Svezia) , 30 luglio.

E’ tra registi massimi registi della storia del cinema. Lo svedese Bergman ha affrontato nei suoi film argomenti assai complessi quali la morte, la fede religiosa, la solitudine, interrogandosi sul loro significato profondo. Le atmosfere cupe delle sue opere esprimono l'irrequietezza dell'uomo contemporaneo di fronte a dubbi e angosce. Per analizzare il tormento interiore dei suoi personaggi spesso Bergman li inquadra utilizzando il primo piano

Regista teatrale e cinematografico, Bergman è nato a Uppsala, in Svezia, nel 1918. L'educazione repressiva del padre, un pastore luterano, e la presenza autoritaria della nonna materna provocarono in lui un senso di ribellione alle regole che lo portò a lasciare la famiglia e a entrare nel mondo dello spettacolo. Dall'ambiente del teatro, che non avrebbe mai abbandonato, si avvicinò al cinema, prima come scrittore di dialoghi di film, poi come regista.

Nel film “Il posto delle fragole” il regista racconta la vicenda di un vecchio professore di medicina che, in viaggio per andare a ritirare un premio alla carriera, fa un bilancio della sua vita, rendendosi conto di come, per inseguire il successo, sia diventato una persona arida e sola. Addormentatosi, sogna il proprio funerale, durante il quale si ritrova dimenticato da tutti per colpa della sua indifferenza verso l'amore e i sentimenti degli altri.

Nei film di Bergman, a consolare dai più angoscianti pensieri vi è sempre una donna, simbolo della figura materna. Così in Fanny e Alexander è la mamma a liberare e consolare il piccolo Alexander dalle crudeli punizioni del patrigno. Il ruolo materno è centrale anche in Sussurri e grida (1972), le cui protagoniste sono tre sorelle che hanno smesso di comunicare tra loro. Neanche la malattia di una di loro, Agnes, riesce a riunirle: Agnes, morente, riceve conforto dalla governante Anna, che la accoglie tra le braccia come una mamma fa con la propria figlia.

La donna è protagonista anche delle due commedie Sorrisi di una notte d'estate (1955) e A proposito di queste signore (1964), nelle quali Bergman, seppure lontano dalle consuete ambientazioni tragiche, non rinuncia a disegnare personaggi maschili fortemente influenzati dall'universo femminile.

Gli altri film importanti del regista: Monica e il desiderio (1953); Come in uno specchio (1961); Luci d'inverno (1963); Il silenzio (1963);  Persona (1966); Scene da un matrimonio (1973); L'immagine allo specchio (1976); Sinfonia d'autunno (1978);Vanità e affanni (1997).

“Abito sempre nel mio sogno e di tanto in tanto faccio una visita alla realtà” (Ernest  Bergman, Ingmar)