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L’uomo più ricercato: Il papà

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Il papà è sempre presente nella psiche dei figli: da piccoli come bisogno, da grandi come appartenenza. I piccoli cercano il papà, i grandi si confrontano. C’è in questa coppia un legame di reciproca fiducia. Andrea confidò al suo amico; “Mio papà ritorna”. Conoscevo la famiglia del piccolo Andrea, mi sono chiesto: “Come mai confida una notizia non vera?”. Poi immediatamente compresi che quel “il mio papà ritorna”, era solamente un desiderio, un’attesa che coltivava in sé il bambino. I bambini soprattutto sentono il bisogno del papà e se è separato dalla mamma lo immaginano unito; parlano agli insegnati del loro papà che rientra in casa per giocare con loro, che esce insieme alla mamma a fare la spesa e che persino ricevono da lui alla sera il saluto della buona notte. Quanta fantasia! Utile però per riempire un vuoto interiore.                        

La fantasia dei bambini non va mai delusa. Lasciamoli vicino al loro papà, sognino di stare con lui, verbalizzino persino questo desiderio, specie in quelle coppie che dopo la separazione si escludono a vicenda e penalizzano gravemente i sentimenti del loro bambino o bambina verso il papà.  I bambini, del resto, non capiscono perché il papà sia andato ad abitare in un'altra casa, non apra più la porta, non entri per corrergli incontro.

Malvolentieri trascorrono il fine settimana nella nuova casa del papà senza la mamma, magari con un donna che fa le veci della mamma. Non comprendono nemmeno come mai non possono andarci a trovare il papà con la mamma. Per non essere sottoposti quando ritornano dalla mamma a una specie di interrogatorio su come è andata, cosa il papa ha e fatto con loro e di che cosa hanno parlato. Ecco perché Andrea si rifugia nella sua testa e lì fa passare come su una moviola immagini, ricordi del passato rendendoli presenti. Il tempo non esiste più per Andrea, suo papà è ritornato, è in lui…

I figli non separano mai i genitori nella loro piccola testa. Sono sempre insieme e, dividerli da questo meraviglioso mondo interiore, è una violenza psichica che, in parte, leniscono con la loro dinamica immaginazione. Il papà c’è sempre nella mente dei piccoli! Eviti pertanto la mamma di cancellare questa immagine paterna, ignorando il padre, denigrandolo, contrapponendolo al nuovo compagno. Nei bambini il loro papà non è sostituibile con un nuovo papà o da una mamma onnipotente che crede di poterlo eliminare, svalutare, dividere dai figli. Si è parlato molto poco del papà come presenza indispensabile nella crescita dei figli. Parliamone! 

Mi piace riportare quanto papa Francesco ha detto in una delle sue straordinarie catechesi sulla famiglia, tratteggiando il ruolo del padre oggi. “Il padre che sa correggere senza avvilire, è lo stesso che sa proteggere senza risparmiarsi”. I figli hanno bisogno di trovare un padre che li aspetta quando tornano a casa con qualche problema. Faranno di tutto per non ammetterlo, per non darlo a vedere, ma ne hanno bisogno. Il non scorgere il loro papà che li aspetta quando escono dalla scuola, dal catechismo, dalla piscina, dal campo sportivo è davvero un colpo al cuore che apre in loro ferite diffi­cili da rimarginare.

Spesso osservo i bambini con i loro papà giocare fino a quando è buio. Penso ai papà assenti che hanno i loro figli solo nel pensiero e non vicino. Alla domanda del loro bambino perché tu papà non viene a giocare con me?  Alcuni li dicono che non hanno tempo, altri promettono di esserci molto presto, altri ancora non rispondono e cercano di nascondere i loro occhi bagnati dietro a un giornale. I papà soffrono il distacco dai figli, non sempre lo si ammette. I figli li chiamano vicini sintonizzando la loro testa sul canale “papà”.