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I GRANDI MAESTRI DELL’UMANITA’ - Guglielmo Marconi

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Guglielmo Marconi nasce nel 1874 a Bologna, dove inizia i suoi studi, prima di trasferirsi all’Istituto tecnico nazionale di Livorno. Dai giornali di elettrotecnica, Guglielmo viene a conoscenza degli esperimenti che lo scienziato Heinrich Hertz sta effettuando con le onde elettromagnetiche, La teoria prevede che le onde elettromagnetiche possano viaggiare anche

Marconi inizia i suoi esperimenti durante l’estate del 1894 e da quel momento egli non abbandona più la convinzione che sia possibile utilizzare le onde elettromagnetiche per comunicare a distanza, senza dover trasmettere il segnale attraverso fili elettrici. Non sempre è facile realizzare in pratica quanto è stato previsto in teoria, ma per Marconi l’idea della trasmissione senza fili diventa quasi un’ossessione ed egli ci si dedica con fervore.

Per generare le onde elettromagnetiche, Guglielmo costruisce un circuito elettrico che viene azionato da un tasto manuale. In questo modo può trasmettere segnali più corti o più lunghi, a seconda di quanto tempo tiene premuto il tasto comunicando così tramite l’alfabeto Morse, quello utilizzato per il telegrafo.

Come ricevitore, Marconi utilizza uno strumento chiamato “coesore,o coherer”, costituito da un circuito elettrico interrotto da un tubo di vetro che contiene limatura di argento e nichel. Il circuito è aperto e quindi non è attraversato da corrente elettrica, ma quando viene investito da onde elettromagnetiche, la limatura istantaneamente si dispone in modo da chiudere il circuito dove passa così un flusso di cariche: in tale maniera Marconi può registrare la presenza delle onde.

Con le apparecchiature a sua disposizione Marconi riesce a trasmettere segnali per qualche decina di metri. Poi migliora il dispositivo inserendo, sia nel circuito emettitore sia in quello ricevente, la connessione a terra e un filo ‘aereo’, che oggi viene chiamato antenna.

Nel marzo del 1895, utilizzando questi miglioramenti tecnici, Marconi trasmette un segnale a una distanza di oltre due chilometri, superando anche una piccola collina. Era nata la radio! Era divenuto possibile comunicare a distanza, senza fili.

Marconi ha bisogno di fondi per continuare le sue ricerche e la madre, di origini irlandesi, riesce a convincere i suoi parenti a ospitare il figlio a Londra e anche ad aiutarlo nella ricerca di fondi per migliorare il suo sistema di comunicazione.

L’Inghilterra è un paese tecnologicamente all’avanguardia e può essere molto interessato dalle ricerche di Marconi: la sua flotta è forse la più importante del mondo e in mare è possibile comunicare solo senza fili.

Guglielmo parte per Londra nel febbraio del 1896 e già a marzo riesce a prendere contatti con l’ingegner Sir William Preece, la persona più adatta per ascoltare le richieste dello scienziato. Nel giugno dello stesso anno, Marconi trasmette senza fili un segnale dal tetto del Post Office a una banca distante circa un chilometro.

È ora di brevettare l’invenzione: Guglielmo riesce, di mese in mese, ad aumentare le distanze di comunicazione e nel luglio del 1897 fonda a Londra una società per lo sviluppo e la commercializzazione dei sistemi di comunicazione senza fili.

Anche in Italia, finalmente, ci si rende conto del valore del lavoro di Marconi: egli è invitato a ripetere i suoi esperimenti: la telegrafia senza fili è usata per comunicare dalla nave militare San Martino al porto della città di La Spezia, a circa 18 km di distanza.

In Inghilterra viene installata la prima stazione fissa di comunicazione, tra la costa inglese e l’isola di Wight. Nel giugno del 1898, i primi due radiotelegrammi della storia vengono spediti, e sembra anche pagati, da Lord Kelvin, uno dei più noti scienziati dell’epoca.

Con l’andare degli anni le trasmissioni a distanza migliorano di continuo grazie alla realizzazione di apparecchiature sempre più potenti e specializzate. Quando, nel 1909, Guglielmo Marconi condivide con Karl Ferdinand Braun il premio Nobel per la Fisica, diverse stazioni radio sono già installate in tutto il mondo, ma soprattutto il segnale è già stato trasmesso e ricevuto attraverso l’Atlantico, dimostrando come la curvatura terrestre non sia un problema per la ricezione delle onde elettromagnetiche.