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Le corna un limite o un vanto?

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tradimento limite o vanto

Ho ricevuto una lettera che riporto nelle parti essenziali: “Sono un uomo di 32 anno, sposato da sei, mia moglie mi tradisce con un suo collega di lavoro e continua a sostenere il contrario. I miei amici vogliono convincermi che ormai le corna sono protuberanze da portare appresso, senza eccessive ribellioni e tediosi lamenti. Mi suggeriscono inoltre di mettermi in un atteggiamento d’astuta concorrenza. Non sono d’accordo, per me la lealtà e la fedeltà sono indice di maturità e di rispetto reciproco”.   

Queste affermazioni non richiedono commenti, fanno parte della morale umana e del buon senso che purtroppo, in questi tempi, subisce riduzioni indebite e saccenti banalizzazioni. Qualcuno ha detto scherzosamente che l’unico bipolarismo che sta avendo successo nel nostro Paese è, infatti, quello che si rappresenta con l’indice e con il mignolo tesi.    

Fateci caso: non c’è rubrica di lettere sui settimanali prestigiosi che non ruoti morbosamente attorno ad un paio di corna; non c’è  racconto che non fondi la sua trama sui tradimenti clandestini; non c’è quiz, giochi di società, reportage fotografico che sottovaluti e ometta le avventure erotiche dei big.  

Persino i ricercatori scientifici hanno il loro momento di gloria quando dimostrano che  le corna  non si devono considerare una colpa, ma una necessità psicologica, una pulsione genetica. Una pulsione che, a mio parere, dovrebbe essere spiegata, avendo presenti anche le vittime  di tanta superficialità.    

In questo carosello purtroppo di tradimenti, non va esclusa la pubblicità, ove la seduzione, le tresche sessuali tra coniugi diventano messaggi da diffondere con vanto e con una risata comune, come se si volesse regalare l’imprimatur a tanta stoltezza.   

E’ questo un modo forse per confessare le proprie colpe e sentirsi assolti in questi confessionali, dove i vizi diventano virtù e i tradimenti motivo di vanto.?