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I GRANDI MAESTRI DELL’UMANITA’ - Pablo Picasso

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picasso

Picasso, nasce a Malaga nel 1881, fa le sue prime esperienze artistiche in Spagna. A Barcellona, frequenta un gruppo di giovani artisti e familiarizza con le forme e i temi del modernismo catalano. Già nel 1897 dichiara in una lettera a un amico di non voler aderire a nessuna scuola e di non voler seguire le mode pittoriche. Quello che cerca è un’espressione originale, anche se passeranno alcuni anni prima che possa raggiungere uno stile personale. 

Verso il 1907 Picasso inizia un grande quadro. Produce numerosissimi schizzi, disegni, bozzetti, dipinti, perfino sculture, in cui studia una scena ambientata in un bordello: si vedono due uomini – eliminati nella versione finale – e cinque figure femminili, tendaggi ai lati e una natura morta. Attraverso vari passaggi, Picasso rende spigolosi i contorni delle figure, semplici e scultoree le masse, eliminando ogni particolare descrittivo e dando ad alcuni personaggi il volto mostruoso e innaturale che gli ispirano le maschere tribali africane. 

 Si tratta di quadri che creano sconcerto in chi lo vede, per l’assoluta novità delle forme: invece di essere bello o piacevole, sprigiona una energia primitiva, dissonante, che si può paragonare a quella della contemporanea musica di Stravinskij. 

Negli stessi anni, i primi del Novecento, il musicista e il pittore aprono nuovi orizzonti all’espressione artistica, superando i canoni tradizionali e manipolando i mezzi a loro disposizione per creare ritmi e armonie inediti: nasce l’arte contemporanea, il cubismo. 

Lavorando sulla natura morta, Picasso sperimenta il filone degli strumenti musicali, in particolare le chitarre, spesso associate alle fattezze del corpo umano. Non si limita solo a dipingerle: incollando tra loro vari pezzi di materiali ritagliati, crea originali sculture. La trasformazione tridimensionale della tecnica cubista. 

Pur evolvendosi, l’invenzione cubista accompagnerà Picasso anche quando, a partire dagli anni Venti, egli sperimenta il ritorno a un’arte classica, ispirata a forme solide e imponenti dipinte o disegnate secondo modalità più tradizionali. Artista ormai libero di esprimersi secondo l’ispirazione del momento, Picasso può passare con disinvoltura dai dipinti figurativi di bagnanti sulla spiaggia a sintetiche composizioni cubiste a due o tre colori dalle forme stilizzate più o meno riconoscibili, o a sculture in bronzo, modellate o composte con oggetti e materiali che – una volta assemblati – creano forme nuove. 

Verso la fine della sua vita il suo modo di dipingere si fa più istintivo e tormentato, i contorni non sono netti, i colori non più puri. Nel 1973, quando si spegne all’età di novantadue anni, Picasso è  
ricordato come il maestro d’invenzioni. 

“Ci sono pittori che trasformano il sole in una macchia gialla, ma ci sono altri che con l'aiuto della loro arte e della loro intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole.”  
(Pablo Picasso).