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UTERO IN AFFITTO

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utero in affitto

La donna è vita, amore, tenerezza, sensibilità. L’augurio più bello che faccio a tutte le donne è di non “affittare” mai il loro utero. Il loro corpo non può essere considerato un locale da affittare e la creatura che nasce un prodotto da vendere. La vita che nasce dal grembo materno porta in sé per sempre tracce genetiche e umane della mamma. Donne stanno profanando il tempio della vostra vita. Dite di no! ‪ 

Sento dire castronerie da parte di chi considera un figlio un “oggetto” da produrre in un utero affittato e lanciare nel mercato. Si vuole produrre figli affittando uteri e poi smerciare questi bambini al migliore acquirente. L’utero in affitto è una pratica abominevole per tre motivi: permette a chi è danaroso di affittare l’utero di donne proletarie e disoccupate, povere; considera la donna a stregua di una merce disponibile e manipolabile, e il corpo del nascituro come se fosse una merce programmabile per l’acquisto da parte dell’individuo consumatore portatore di volontà di potenza smisurata;  fa credere che la libertà sia la possibilità per l’individuo di fare tutto ciò che vuole, a patto che possa permetterselo economicamente. Dalla tratta degli schiavi alla tratta dei bambini prodotti. 

  • Il padrone e le nuove schiave 

A questi tre motivi, che già di per sé basterebbero a liquidare l’utero in affitto come una pratica abominevole, degna di essere avversata, se ne aggiunga un quarto.  Ed è questo: la pratica dell’utero in affitto, ricorda le schiave, le concubine dei ricchi che generavano ai loro sovrani figli e figlie perché potesse stendare la sua potenza e dominio. Largo ai potenti e danarosi di questo mondo che fanno produrre a donne povere bambini per sé.  Qualcuno ha scritto che ci sono donne e uomini manipolati dal potere economico. Donne a servizio del padrone, schiacciate dallo stivale del nuovo Signore neo-oligarchico e neofeudale. 

  • Emancipazione o mercificazione 

Nichi Vendola vuol farci credere che emancipazione e comunismo coincidono con utero in affitto e mercificazione dei corpi. Si confonde l’emancipazione con lo sfruttamento della donna, la vita di un bambini che nasce da una mamma con la fabbricazione dello stesso su commissione. Si sta , inoltre aprendo una nuova strada commerciale: cedere il proprio utero alla signora sterile. Saranno disponibili a cederlo alla ricca signora infeconda che desidera assicurare la prole per l’eredità dei sudati risparmi del suo consorte. Le povere fanciulle guadagneranno quattrini vendendo l’utero e le ovaie, del resto si tratto di donazione di un organo, non vitale ma commerciale sì. Sconcertante, inumano! 

  • Tutto ormai si vende 

Le fanciulle povere vendono già ora le bionde capigliature per le teste calve delle cocottes che prendono marito e vogliono entrare nella buona società. Venderanno la possibilità di diventar madri: daranno fecondità alle vecchie gualcite, alle guaste signore che troppo si sono divertite e vogliono ricuperare le posizioni perdute nella coppia. I figli nati dopo un innesto? Strani mostri biologici, creature di una nuova razza, merce anch’essi, prodotto genuino dell’azienda dei surrogati umani, necessari per tramandare la stirpe dei pizzicagnoli arricchiti. 

  • La vecchia nobiltà 

La vecchia nobiltà aveva indubbiamente maggior buon gusto della classe dirigente che le è successa al potere. Se il signore potente era sterile, la sua signora con l’assenso del marito padrone si faceva inseminare dal fusto più prestante del castello. Ora la scienza ha aperto altre strade: la signora commissiona la nascita dentro il mercato di vite umane. Se poi si tratta di coppie omosessuali quattrinose i due lui commissionano un figlio e quando nasce gli regalano la prestigiosa paternità. Il quattrino deturpa, abbrutisce tutto ciò che cade sotto la sua legge implacabilmente feroce. Dimenticavo di confutare il pensiero di quelli che sono favorevoli all’utero in affitto. Sostengono il valore della vita che nasce, non importa dove e come. Chiedo scusa se faccio presente agli stessi che l’aborto è una vita che chiede di nascere: perché sopprimerla?