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Padre Pio il frate della misericordia

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padre pio

Padre Pio lascia San Giovanni Rotondo e arriva a Roma, dove il frate cappuccino è stato canonizzato nel 2002 da san Giovanni Paolo II. Le spoglie del santo verranno esposte in San Pietro dall’11 al 5 febbraio. E’ l’anno del Giubileo, questo santo che ha trascorso la sua vita in confessionale vuole essere una forte testimonianza del perdono di Dio. La presenza suggerisce il ritorno al “Padre ricco di misericordia” attraverso la confessione dei peccati. 

Padre Pio nel suo Convento di san Giovanni Rotondo ha testimoniato la misericordia di Dio. Uomini e donne si recavano dal frate per confessarsi e per   partecipare alla celebrazione della santa durante la quale Padre Pio riviveva nel suo corpo la passione di Cristo.  I penitenti che l’avvicinarono per avere l’assoluzione dei loro peccati testimoniarono che il frate con le stigma nel corpo, più volte, interveniva ricordando loro i peccati che non avevano confessato. Aveva il dono della introspezione delle coscienze. 

Qualcuno scrive che la Chiesa con padre Pio ha mostrato non la misericordia ma una dura inquisizione ed è stata motivo di sofferenza per l’umile frate. I luminari del Vaticano lo psicanalizzavano giungendo alla diagnosi che si trattava di un religioso isterico e psicopatico. Le stesse ferite che riportava il suo corpo erano provocate da questi scompensi psichiatrici. 

Quelli che l’hanno conosciuto da vicino, i frati soprattutto, hanno testimoniato che Padre Pio aveva accettato questa errata diagnosi come un dono che lo faceva sentire maggiormente vicino a Cristo sofferente.  

Padre Pio, come Cristo, infatti, portava le stigmate nel suo corpo. In una lettera a Padre Benedetto, datata 22 ottobre 1918, lo stesso Padre Pio racconta della sua "crocifissione": 
"...cosa dirvi di ciò che mi domandate del come si è avvenuta la mia crocifissione? Mio Dio che confusione e che umiliazione io provo nel dover manifestare ciò che Tu hai operato in questa tua meschina creatura! Era la mattina del 20 dello scorso mese (settembre) in coro, dopo la celebrazione della Santa Messa, allorché venni sorpreso dal riposo, simile ad un dolce sonno. Tutti i sensi interni ed esterni, non che le stesse facoltà dell'anima si trovarono in una quiete indescrivibile. In tutto questo vi fu totale silenzio intorno a me e dentro di me; vi subentrò subito una gran pace ed abbandono alla completa privazione del tutto e una posa nella stessa rovina, tutto questo avvenne in un baleno. E mentre tutto questo si andava operando; mi vidi dinanzi un misterioso personaggio; simile a quello visto la sera del 5 agosto, che differenziava in questo solamente che aveva le mani ed i piedi ed il costato che grondava sangue. La sua vista mi atterrì; ciò che sentivo in quell'istante in me non saprei dirvelo. Mi sentivo morire e sarei morto se il Signore non fosse intervenuto a sostenere il cuore, il quale me lo sentivo sbalzare dal petto. La vista del personaggio si ritira ed io mi avvidi che mani, piedi e costato erano traforati e grondavano sangue”.  

Questo incontro con Cristo lo vivrà nel suo corpo stigmatizzato per tutta la sua vita. Le ferite che portava nel corpo spesso sanguinavano. I fedeli fissando il volto di questo uomo di Dio intravvedevano ciò che lui stessa chiama la “sua crocefissione”.  

Le spoglie di questo umile frate che ha vissuto nel suo corpo la passione di Cristo sono esposte nella Basilica di San Pietro per far comprendere ai sapienti di questo mondo che Dio è misericordia, perdono. E’ la buona notizia quasi taciuta dai media, ma presente nell’anima di ogni uomo che grida: “Signore liberami dal male”.