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I GRANDI MAESTRI DELL’UMANITA’ – Martin Lutero

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martin lutero

Lutero era nato a Eisleben, in Turingia, nel 1483, si fece monaco  e apparteneva all’ordine degli agostiniani eremiti. Egli non aveva all’origine nessun proposito o programma riformatore, era semplicemente un monaco dedito ai suoi doveri religiosi e professionali: laureatosi in scienze bibliche nel 1512, insegnò per tutta la vita Sacra Scrittura nella neonata università di Wittenberg. Morì il 18 febbraio del1546. 

Studiando a fondo la Bibbia e scavando nel suo messaggio Lutero scoprì quello che chiamò «l’Evangelo», cioè l’annunzio della grazia di Dio immeritata e incondizionata per l’uomo peccatore (ogni uomo lo è). Dio è giusto – dice la Bibbia – non nel senso che fa giustizia (premia cioè i buoni e punisce i cattivi), ma nel senso che dà la giustizia a chi non l’ha (rende cioè giusti i peccatori), per poter fare misericordia a tutti. Questo messaggio, in sé molto semplice, liberò tante coscienze tormentate dall’idea del loro peccato e inquiete circa il loro destino eterno. 

Alla Chiesa del tempo il discorso di Lutero non piacque soprattutto per queste due ragioni: la prima è che, liberando le coscienze dal peso del peccato grazie al perdono divino gratuito per sola fede, Lutero sottraeva i credenti al controllo esercitato dall’istituzione ecclesiastica attraverso il confessionale; la seconda è che, con la dottrina del sacerdozio universale dei credenti (secondo la quale tutti i cristiani sono sacerdoti in virtù del battesimo), Lutero emancipava i laici dalla subordinazione al clero e li rendeva protagonisti della vita cristiana nella dimensione pubblica. 

Una delle opere più importanti di Lutero, che divenne il manifesto programmatico dell’intera Riforma, è intitolata appunto La libertà del cristiano (1520). La Riforma è stata, sotto molti profili, un vasto movimento di emancipazione religiosa e culturale, e quindi molto di più di una semplice riforma. 

Lutero fu scomunicato come eretico dalla Chiesa di Roma (gennaio 1521). Dopo la scomunica Lutero abbandonò la vita monastica, avendo maturato la convinzione che il cristiano deve vivere la sua vocazione nella società e non in convento. La vita di Lutero si svolse da allora lungo tre direttrici: l’insegnamento universitario, l’attività pastorale, l’elaborazione teologica. Frutto dell’insegnamento sono i suoi commenti ai libri della Bibbia, ai quali bisogna affiancare la sua traduzione della Bibbia largamente utilizzata ancora oggi e ritenuta pietra miliare nella storia della lingua tedesca. 

“Io non amavo il Dio giusto che punisce i peccatori, anzi, lo odiavo; pur vivendo infatti una vita di monaco irreprensibile, davanti a Dio mi sentivo un peccatore con la coscienza sempre inquieta, e non riuscivo a confidare che la mia riparazione potesse placarlo. [...] Fu così finché infine, riflettendo per giorni e notti, per misericordia di Dio rivolsi la mia attenzione al nesso [intimo] fra le parole «La giustizia di Dio viene in lui rivelata, secondo quanto sta scritto: il giusto vive per mezzo della fede», cominciai a intendere la giustizia divina come la giustizia in cui vive il giusto per dono di Dio, in grazia della fede, e cominciai a capire che questo significa che nel Vangelo si manifesta la giustizia di Dio, la giustizia passiva, per mezzo della quale Dio misericordioso ci rende giusti in virtù della fede [...]. A questo punto mi sentii come rinato, come se fossi entrato in paradiso attraverso le porte aperte” 
(Martin Lutero).