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I GRANDI MAESTRI DELLLUMANITA’ - Luca Evangelista

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luca evangelista

Luca nato ad Antiochia di Siria circa il 10 d. C. e morto circa il 93 d. C. da famiglia pagana. Esercitava la professione di medico. Sente parlare per la prima volta di Gesù nel 37 d.C., quindi non ha mai conosciuto Gesù se non tramite i racconti degli apostoli e di altri testimoni. Luca sembra che abbia ascoltato da Maria, la madre di Gesù, informazioni sull'infanzia del figlio che riporta nel suo vangelo. 

Luca, infatti, è il solo evangelista a dilungarsi sull’infanzia di Gesù e narrare episodi della vita di Maria che gli altri tre evangelisti non hanno riferito. Le fonti della sua narrazione furono certamente i racconti dei discepoli e delle donne che vissero al seguito di Gesù; quasi sicuramente i Vangeli di Matteo e di Marco, che lui conosceva. 

Con la precisione cronologica e spesso geografica con la quale riferì delle vicende del Vangelo, così egli, insieme a tanta passione, raccontò negli Atti i primi passi della comunità cristiana dopo la Pentecoste. Per alcuni studiosi Luca avrebbe scritto parecchio nella regione della Beozia, regione dell’antica Grecia confinante a sud con il golfo di Corinto e l’Attica. Tale regione fu sede di regni importanti come quello di Tebe. 

Dante Alighieri definisce il terzo evangelista “scriba mansuetudinis Christi”, ermeneuta e narratore della “mitezza” del Cristo. Anche oggi molti sono affascinati dal volto di Gesù che traspare dal vangelo di Luca: un Salvatore pieno di bontà, che mostra predilezione per le categorie deboli ed emarginate: donne e bambini, poveri e peccatori . Questi aspetti risaltano in alcune  parabole indimenticabili ed esclusive di Luca: il buon samaritano, il fariseo e il pubblicano, l’epulone e il povero Lazzaro. Ma sono parabole sufficienti  per meritargli il titolo di “evangelista della misericordia”.   

Luca riporta nel suo vangelo il canto di Maria quando incontra la cugina Elisabetta:  


“L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre” (Luca).