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I GRANDI MAESTRI DELL’UMANITA’ |GESU’ DI NAZARET

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GESU

Centinaia di anni prima della nascita di Gesù, la Scrittura registra le parole dei profeti d'Israele che predissero la Sua venuta. L'Antico Testamento, scritto da diverse persone in un periodo di 1.500 anni, contiene più di 300 profezie che descrivono in dettaglio la Sua venuta. Tutti questi dettagli si sono avverati, compresa la Sua nascita miracolosa, la sua morte e la sua risurrezione. 

Basta dare uno sguardo alla vita e all'impatto straordinario di Gesù di Nazareth nella storia per rendersi conto che sia Lui sia il Suo messaggio producono sempre grandi cambiamenti nella vita di uomini e nazioni. Ovunque è arrivato ed è stato accettato il Suo insegnamento sono stati riconosciuti i diritti umani, venne soppressa la schiavitù e affermato il valore di ogni persona. 

Gesù si distingue per una straordinaria relazione tra il messaggio che porta e il linguaggio fresco, poetico, incisivo, coinvolgente per la capacità di parlare al cuore delle persone. Un maestro originale Il primo elemento che caratterizza Gesù educatore è proprio questo elemento: egli fu capace di passare da un’educazione ricevuta circa la Legge, sia in famiglia, sia nella sinagoga, ad un insegnamento del tutto originale. Appare del tutto naturale domandarsi: tale esito fu frutto solo dell’educazione ricevuta oppure vi era un’eccedenza qualitativa?  
E da quale esperienza proveniva? Il vangelo di Luca, nella sua continuità narrativa rispetto ai racconti dell’infanzia, mostra come quella sapienza di cui Gesù si rivela ripieno nella fase di crescita, si manifesti poi lungo tutto il ministero successivo e derivi da quella relazione che era profeticamente indicata nel suo rapporto con il  Padre. Di fronte alle sue parole, le folle riconoscono che lui parla con autorità e credibilità.   

Gesù, in altre parole, si manifesta pieno di una Sapienza che non deriva solo da esperienze umane, ma dalla relazione singolare con il Padre: così nell’inno di giubilo egli si qualifica come colui che vive di una relazione con il Padre sconosciuta ai sapienti e agli intelligenti di questo mondo. Ancora una volta emerge un livello di conoscenza e di saggezza profonda sul senso della vita. La pedagogia di Gesù si distingue dunque da quelle dei maestri del suo tempo sia per il livello di profondità, che nasce dall’intenzione di fare la volontà di Dio, sia per la qualità, la modalità e lo stile del suo modo di educare.  

I discepoli di Emmaus: “Non sentivamo forse ardere il cuore dentro di noi mentre egli ci parlava per la via e ci spiegava le Scritture?”. Nel loro compagno di strada, i due discepoli non avevano riconosciuto il Signore risorto, ma avevano sentito, dentro di loro, qualcosa che gli riscaldava il cuore. Che li toccava nel profondo. 

Fabrizio de André così presenta Gesù: “Non intendo cantare la gloria né invocare la grazia e il perdono di chi penso non fu altro che un uomo come Dio passato alla storia ma inumano è pur sempre l'amore di chi rantola senza rancore perdonando con l'ultima voce chi lo uccide fra le braccia di una croce”. Questo cantautore, non credente nella divinità di Gesù, lo definisce maestro d’amore dell’umanità.