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X un sì alla vita

Un Natale sobrio, che bello!

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babbo natale povero

Mi sono chiesto: come mai i politici che alzano e rialzano i toni, si scontrano, fanno a gara primeggiare, non parlano mai ai cittadini di sobrietà, in un momento in cui la crisi economica sembra allentata ma non ancora vinta?   Forse la sobrietà o capacità di vivere con l’essenziale fa paura? Ci siamo un po’ tutti abituati all’abbondanza. Spesso nella nostra mente s’affacciano pensieri di privazioni e di sofferenze e facciamo dietrofront, ci rifugiamo nel sogno di un futuro economicamente migliore. 

Eppure, a parere degli esperti, necessita l’educazione alla sobrietà, cioè vivere bene pur disponendo di meno. Basta ridare ai beni il loro giusto valore e soprattutto tornare a porre in primo piano le persone. Mi chiedo se accettiamo questa educazione alla sobrietà? I confronti con gli amici ci sono in una società in cui la persona vale per quello che ha e non per le sue qualità. Diventa persino frustrante  una vita sobria, senza il superfluo.  

Più volte i genitori si sono trovati davanti alla domanda imbarazzante dei loro figli, che, avendo confrontato il loro stile di vita con quello di alcuni amici, li hanno interpellati: «Papà, mamma, noi siamo più poveri di quello, di quella?» È stato impegnativo, ma anche appassionante spiegare loro che non erano più poveri, perché avevano tutto ciò che è essenziale alla vita e anche un po’ di più, ma che in famiglia si cercava di sprecare il meno possibile, per il rispetto verso i beni e per aiutare le persone più povere 

E’ necessario chiederci se il regalo che stiamo per fare in questi giorni pre-natalizi  corrisponde ad un bisogno vero o a un bisogno indotto dalla pubblicità? Lo stesso Babbo Natale andrebbe censurato, specie quando dispensa regali abbondanti solo ai bambini ricchi. Proviamo a dire ai ragazzi che è impegnativo andare contro corrente nell’attesa dei doni: aiutiamoli a capire che il regalo è un segno che esprime vicinanza, affetto. Non conta quanto costa, ma l’affetto che esprime. 

Palesiamo ai nostri ragazzi quella povertà che rende possibile gesti solidali verso chi è nell’indigenza. Le nostre famiglie di ieri lasciavano sempre un posto a tavola per il povero che bussava all’uscio della cucina nell’ora di pranzo. Non solamente il giorno di Natale, tutti i giorni. Altri tempi, senz’altro, in cui la vita sobria e la solidarietà camminavano insieme.