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Lettera aperta al Presidente del Consiglio Matteo Renzi

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Ho una domanda da farle Presidente del Consiglio: come, mai non parla mai di droga?  Le droghe si spacciano e l’eroina e cocaina viaggiano insieme  e sono consumate anche dai giovanissimi. Esistono reti mondiali di distribuzione che assicurano il consumo soprattutto nei paesi europei. L’Italia compete con gli altri Paesi nello spaccio e consumo. I tossicodipendenti da eroina e cocaina  iniettata, fumata, sniffata non frequentano più le piazze, non sono più buttati per terra negli androni ferroviari e nel sottopasso della metropolitana: vivono nelle loro case, hanno un lavoro, alternano alle dosi d’eroina alcuni farmaci sostitutivi  e passano inosservati. L’attenzione verso tale fenomeno è in crisi per diversi motivi. Si afferma che la droga non si può vincere, fa parte dei limiti soprattutto delle società democratiche che permettono al cittadino di usare la propria libertà nelle scelte.  Ne consegue che per molti drogarsi è una questione prettamente personale che non compromette gli altri. E’ un “male” voluto, un danno alla salute fisica e psichica liberamente scelto. Non è così. La droga è anche un male sociale e non è mai una libera scelta. L’eroina, la cocaina e altre sostanze stupefacenti danneggiano la salute fisica e psichica dei consumatori. La famiglia e la società sono le prime vittime di queste alterazioni mentali.  Dopo le prime dosi di droga, la psiche è alterata e la dipendenza aumenta a scapito dell’equilibrio. Qualcuno sostiene che l’uso di eroina, di cocaina  vuole essere un tentativo di ribellione, di anticonformismo. I ragazzi vogliono dimostrare agli adulti di essere diversi, di rompere con una vita sempre uguale e monotona. Sotto l’effetto della droga si sentono subito onnipotenti,  sfidanti. Le cause sono molte e, in questi anni, si sono evidenziate e in parte prevenute.  Io sono sempre più convinto che il tossicodipendente è un immaturo che debutta davanti a un pubblico annoiato la sua nullità e banalità. La prevenzione e il recupero hanno quindi lo stesso obiettivo: la maturità. Ho un sogno dopo 35 anni con i tossicodipendenti che la nostra società possa avere educatori veri che buttano nel solco delle nuove generazioni esperienze valide, esempi forti, stimoli autentici, cariche d’entusiasmo e slanci d’amore. Mi preoccupa e mi disturba il silenzio dei mass media su questa strage umana. E che,  in primis, il Presidente del Consiglio Renzi non parli di questi “profughi” (fuggono da se stessi) che affondano nel mare dello spaccio. Dica che la droga è anche un problema politico, un male sociale da prevenire, reprimere e curare. Mi preoccupa una mentalità politica  tollerante che afferma che le cannabis sono  da considerarsi, in un certo senso,“integratori alimentari”.  Il lassismo morale è  il vero “tumore” della società.   

Comunità Promozione Umana 
Don Chino Pezzoli