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I GRANDI MAESTRI DELL’UMANITA’ - Isaac Newton

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i grandi maestri newton

Sir Isaac Newton nacque a Woolsthorpe-by-Colsterworth, 25 dicembre 1642, morì a Londra 20 marzo 1727, è stato un matematico, fisico, filosofo naturale, astronomo, teologo e alchimista inglese. 

Questo grande scienziato fu affascinato dalla gravitazione e dalla luce. Formulò la legge di gravitazione universale, spiegò il fenomeno della dispersione della luce attraverso un prisma, costruì il primo telescopio a riflessione. Le sue invenzioni possono essere considerate l’epilogo della rivoluzione scientifica del Seicento. 

La gravitazione. Newton si fece una domanda: “Perché una mela cade sempre perpendicolarmente al suolo? Perché non cade di lato o non sale, ma tende costantemente verso il centro della Terra?”. La risposta: “Certo, perché la Terra attrae la mela” Così Newton ottantenne, scoprì la teoria della gravitazione. Ne consegue che in tutta la materia deve esserci un potere attrattivo, proporzionale alla massa e inversamente proporzionale alla distanza. La forza di gravità è la causa per cui rimaniamo a contatto col suolo e come la terra giri intorno al sole descrivendo un’orbita ellittica. 

La luce. Newton intuì per primo che la luce (percepita bianca) era costituita da raggi colorati. Decompose la luce servendosi di un prisma triangolare e ottenne uno spetro o immagine di colori. Newton ipotizzò quindi che la luce fosse composta da particelle di differenti colori, e che ogni colore viaggiasse con una propria velocità, compresa tra quella del rosso (il più veloce) e quella del violetto (il più lento). 

L’arcobaleno, ad esempio, è il risultato di un prisma naturale in grande scala. Le gocce d’acqua sospese in aria possono comportarsi in modo simile ad un prisma, separando i colori della luce per produrre lo spettro (o fenomeno) che è appunto l’arcobaleno. 

“Non so come il mondo potrà giudicarmi ma a me sembra soltanto di essere un bambino che gioca sulla spiaggia, e di essermi divertito a trovare ogni tanto un sasso o una conchiglia più bella del solito, mentre l'oceano della verità giaceva inesplorato davanti a me.” (Isaac Newton).