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SINODO

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Il Sinodo consiste in un raduno che il papa indice con i vescovi per approfondire le problematiche sociali in rapporto ai principi dottrinali della Chiesa. Sono diversi i temi controversi in questo Sinodo che pone papa Francesco al centro dell’attenzione. Quali temi? Unioni tra omosessuali, comunione ai divorziati risposati, violenza verso la donna e aborto.    

Papa Francesco sembra voler evitare dunque che questa assemblea sinodale venga sprecata in un'inutile braccio di ferro tra l'ala conservatrice e quella più aperta ai cambiamenti. Solo un confronto con la parola rivelata e la tradizione possono far trovare risposte chiare ai problemi che la società odierna avanza. La tradizione non va confusa con i riti, le feste e altro. Nel senso più vero e profondo la tradizione è fatta di scelte e di comportamenti che si rifanno alla parola di Dio e ai testimoni della stessa.   

Tra gli argomenti dibattuti in questi incontri sinodali sono previsti: la violenza contro le donne, anche nell'ambito del matrimonio, il ruolo della donna nel matrimonio e nella famiglia, l'immigrazione della donna, le famiglie dei rifugiati, il lavoro minorile, la poligamia. Inoltre, la Chiesa vuole proporre in questo Sinodo il rinnovamento del linguaggio, soprattutto che tutti i credenti abbiano "un linguaggio di misericordia" che non significa lassismo, tolleranza verso il male, ma comprensione, perdono verso chi lo commette.       

Indissolubilità e misericordia sono le due parole chiave attorno alle quali si è aperto il dibattito del sinodo convocato dal Papa per discutere del tema della famiglia. In conferenza stampa, dopo che l'arcivescovo di Parigi Vingt-Trois aveva rintuzzato i giornalisti ("se vi aspettate stravolgimenti nella dottrina resterete delusi"), è intervenuto l'arcivescovo Bruno Forte a puntualizzare: "Comunque non ci stiamo riunendo per non dire nulla: le sfide ci sono e noi vogliamo affrontarle con responsabilità intervenendo sulla pastorale".  

Papa Francesco, rivolgendosi ai 270 padri sinodali e ai 18 tra esperti e uditori che porteranno la loro testimonianza, ha invitato a vivere i lavori con il coraggio apostolico che, ha detto, "non si lascia impaurire di fronte alle seduzioni del mondo che tendono a spegnere nel cuore degli uomini la luce della verità" ma nemmeno "di fronte all'impietrimento di alcuni cuori che, nonostante le buone intenzioni, allontanano le persone da Dio". E ha aggiunto che il sinodo "non è un Parlamento" dove "per raggiungere un consenso o un accordo comune si ricorre al negoziato, al patteggiamento o ai compromessi".  

Ma è la questione dei divorziati risposati quella che, come ha ammesso cardinale Erdo, richiederà "un'approfondita riflessione" nel sinodo, tanto che quasi un quinto della relazione introduttiva insiste su questo tema. Il testo del cardinale, in questo senso, sembra cercare un punto d'equilibrio tra le posizioni che vedono in pericolo il principio dell'indissolubilità e quelle che rivendicano una visione realistica rispetto alle difficoltà delle coppie. "L’insegnamento di Cristo sull’indissolubilità del matrimonio era molto esigente fino a provocare una certa confusione tra i suoi stessi discepoli", ha sottolineato Erdo che però in un altro passaggio ha ricordato gli episodi evangelici della samaritana con sette mariti e dell’adultera "in cui Gesù, con un atteggiamento di amore verso la persona peccatrice, porta al pentimento e alla conversione".