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L’accanimento giudiziario sull’imputato

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opinione la legge

Persiste, in alcuni casi, l’accanimento giudiziario sull’imputato per ottenere confessioni coatte, costrizioni a dire ciò che non ha commesso. Feci alcune domande a un avvocato famoso che non vuole esporsi  per avere alcune risposte in merito.  

L’accanimento giudiziario sembra essere in questi casi una tecnica per avere, a tutti i costi un colpevole. 
Che ne pensa? 

“Sono davvero preoccupato perché  alcune  indagini preliminari e requisitorie del pubblico ministero durante i processi sono generati da una metodologia persecutoria.  ll punto più triste dell’analisi è che la tortura psicologica parte dagli  inquisitori moderni cui è permesso tutto poiché sin dal principio partano dal principio che il sospettato sia certamente colpevole oltre ogni ragionevole dubbio. Questa presunzione  mette il  sospettato nella condizione del condannato molto prima che tre gradi di giudizio abbiano avuto luogo”.  

In questi casi Il reo deve accusarsi da solo e se non lo fa volontariamente, qualsiasi mezzo è lecito? 

“L’accanimento psichico sull’imputato nell’interrogatorio è presente purtroppo e sono in pochi gli opinionisti contestarlo.  La colpevolezza del sospettato viene dedotta da qualsiasi cosa dica o non dica, a prescindere dal fatto che egli s’impegni, ad esempio, a tentare di ricostruire una giornata di quattro, cinque anni prima o che dica semplicemente di non ricordare.  Se l’imputato non ricorda esattamente dove si trovava in quel giorno e ora i dubbi della colpevolezza aumentano e l’interrogatorio può avere la durata anche di tante ore fino allo sfinimento dell’imputato”. 

Cosa ne persa della carcerazione preventiva per indizi di colpevolezza che poi in fase di dibattimento processuale la difesa smonta? 

La carcerazione preventiva è frequentemente usata  motivandola con il rischio che il presunto colpevole possa fuggire o reiterare il reato. Si tratta invece di metterlo in condizione di costringerlo a parlare, di fargli ammettere il reato con promesse di riduzioni della pena ed altro. Gli si suggerisce il “Rito Abbreviato” o patteggiamento. In alcuni casi l’ipotesi  della innocenza non è presa in considerazione e la scarcerazione neanche”. 

 Un  indagato ha diritto al rispetto della propria persona.  Questo di per sé è un fatto che ha il suo peso e la sua valenza? 

 “Un uomo non può chiamarsi reo prima della sentenza del giudice. La stessa indagine  investigativa e l’interrogatorio del presunto colpevole vanno condotti  lealmente facendo emergere i fatti, le prove e non le ipotesi di reato spesso fomentate dal giudice inquirente e avvalorate da alcune trasmissioni televisive che evidenziano il parere del criminologo, dello psichiatra, del giornalista. E’ sempre utile, in ogni indagine giudiziaria, conservare un atteggiamento mentale dubbioso sulla colpevolezza  o innocenza della persona indagata”.