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Papa Francesco introduce nuove norme per annullare i matrimoni

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opinione papa francesco

Il processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità matrimoniale era rimasto "identico per tre secoli. Papa Francesco è intervenuto affermando che la procedura sarà breve, gratuita e basterà, una sola sentenza in "favore della nullità esecutiva" delle nozze, ritenendo "sufficiente la certezza morale raggiunta dal primo giudice a norma del diritto" Il vescovo diocesano potrà dichiarare nulli i matrimoni. 

A poche settimane dall’inizio del Sinodo dei vescovi sulla famiglia che dovrà trovare soluzioni concrete per le coppie separate e risposate, il papa detta alcune linee da seguire perché la giustizia e la misericordia siano presenti in ogni sentenza di annullamento.  

Il papa Francesco, inoltre, denuncia  “il giro di affari” nel quale spesso si sono svolti questi processi e chiede che siano  gratuiti. Precisa che salva la giusta e dignitosa retribuzione degli operatori dei tribunali, venga assicurata la gratuità delle procedure, perché la Chiesa  manifesti una profonda attenzione e amore verso quelle coppie che chiedono di essere ascoltate e aiutate  per ottenere giustizia.    

L’intenzione di papa Francesco consiste, non nel favorire “la nullità dei matrimoni, ma la celerità dei processi, una giusta semplicità, affinché,  il cuore dei fedeli che attendono il chiarimento del proprio stato non sia lungamente oppresso dalle tenebre del dubbio”.   

Il Papa precisa: “Non mi è tuttavia sfuggito quanto un giudizio abbreviato possa mettere a rischio il principio dell’indissolubilità del matrimonio; appunto per questo ho voluto che in tale processo sia costituito giudice lo stesso vescovo, che in forza del suo ufficio pastorale è con Pietro il maggiore garante dell’unità cattolica nella fede e nella disciplina”. 

Tra le cause che possono consentire la  nullità del matrimonio per mezzo del processo breve si  evidenziano: la mancanza di fede che può generare la simulazione del consenso o l’errore che determina la volontà; la brevità della convivenza coniugale; l’aborto procurato per impedire la procreazione; l’ostinata permanenza di una relazione extraconiugale al tempo delle nozze o in un tempo immediatamente successivo; l’occultamento doloso della sterilità o di una grave malattia contagiosa; l’aver tenuto allo scuro il coniuge di figli nati da una precedente relazione o di una carcerazione subita o da subire; il matrimonio contratto per riparare una gravidanza; la violenza fisica inferta per estorcere il consenso; la violenza fisica e psichica sul coniuge.